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James e Duncan firmano Jordan “bidona” Dallas

James e Duncan firmano Jordan “bidona” Dallas

LeBron resta a Cleveland: contratto di due anni. Il caraibico sigla l'estensione con San Antonio. Il miglior rimbalzista NBA fa retromarcia e resta ai Clippers

 

venerdì 10 luglio 2015 02:30

NEW YORK – Erano i due rinnovi più attesi dalle rispettive franchigie, ma erano anche i più scontati: LeBron James e Tim Duncan hanno firmato le estensioni con Cleveland e San Antonio. Nel caso di James, l'accordo con Cleveland è da 46.9 milioni di dollari nei prossimi due anni, ma James potrà uscire dal contratto a fine stagione, in modo da ripetere l'operazione appena compiuta, cioè sfruttare l'opzione d'uscita e rifirmare con la stessa squadra per ottenere uno stipendio più alto, vista la prevedibile impennata del salary cap (nel 2015-16 sarà di 70 milioni, nel 2016-17 potrebbe sfiorare i 90).

20 ANNI – Duncan, 39 anni e cinque titoli, ha firmato per due stagioni con San Antonio, e arriverà a 20 stagioni con gli Spurs. Il caraibico ha siglato l'accordo nelle stesse ore in cui il suo erede designato – LaMarcus Aldridge – metteva nero su bianco con i texani. Duncan ha firmato per due anni a 10 milioni complessivi.

BEFFA – A Dallas, dove era tutto pronto per accogliere DeAndre Jordan, sono rimasti con un palmo di naso. Il miglior rimbalzista (15 di media) e tiratore su azione (71%) della Lega ha fatto retromarcia, e dopo l'accordo con i Mavericks – 80 milioni in quattro anni – stipulato il 1° luglio, ha deciso di restare ai Los Angeles Clippers (firmando a 88 milioni in quattro anni), convinto in una riunione fiume dal proprietario Steve Ballmer e dai compagni di squadra Chris Paul, Blake Griffin e il nuovo acquisto Paul Pierce. A quel punto Jordan si sarebbe reso irreperibile per Dallas, firmando con i Clippers. Le regole del mercato dei free agent, che impedivano di firmare contratti prima del 9 luglio, hanno favorito i californiani, devastando Dallas, che dopo gli addii di Rondo, Monta Ellis e Chandler, ha dovuto incassare il mancato arrivo del principale obiettivo del mercato.

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