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LeBron si commuove, Curry si incolpa

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Dopo gara7, James ha festeggiato il titolo dei Cavs con un pianto liberatorio. Golden State sconfitta, l'MVP spiega: "La responsabilità è mia"

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lunedì 20 giugno 2016 15:22

NEW YORK - LeBron James piange di gioia, Steph Curry si prende la responsabilità. Il crudele esito di gara7 delle Finali NBA separa le due grandi superstar. James abbraccia il Larry O'Brien Trophy e poi il trofeo di MVP, consegnato direttamente da Bill Russell. Gli occhi sono ancora lucidi, il trionfo ha fatto liberare le emozioni dopo due anni intensi: "Ero tornato a casa per questo obiettivo, ci abbiamo messo sangue, sudore e lacrime. E' per Cleveland e per i suoi tifosi, che da 52 anni aspettavano un momento del genere. Ringrazio i miei compagni, soprattutto sotto 1-3 hanno creduto nella mia leadership" ha detto James, il migliore di Cleveland nelle Finali per punti, rimbalzi, assist, palle rubate e stoppate, compresa l'inchiodata su Iguodala a 2' dalla fine di gara7, simbolo della rimonta dei Cavs dall'1-3 fino al titolo. Prima di Cleveland, non c'era riuscito nessuno in 32 tentativi.

RESPONSABILE - Dall'altro lato, il canestro subito in faccia da Kyrie Irving ha condotto Steph Curry ad un flop incredibile: nei playoff Golden State ha perso lo stesso numero di gare (9) dell'intera regular season da record. E l'MVP ha ammesso: "Non so cosa sia successo, dovrò riguardare la partita, e temo che non lo farò a breve. E' il momento più difficile della mia carriera. Non ho giocato in maniera efficace, ho la terribile sensazione di non aver dato quanto potevo". E se coach Steve Kerr ha fatto i complimenti a Cleveland ("Hanno meritato loro"), Draymond Green è stato l'eroe sfortunato di gara7: "La mia sospensione di gara5 mi perseguita. Forse, con me in campo, avremmo chiuso 4-1 per noi. Forse".

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