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La Vanoli affonda Avellino sotto una pioggia di triple

La Vanoli affonda Avellino sotto una pioggia di triple
© CIAMILLO

I lombardi tornano al successo battendo 86-73 i biancoverdi con un notevole 13/31 dalla lunga distanza. Subito 15 punti per Fontecchio

 

domenica 10 dicembre 2017 13:58

ROMA - Coach Sacchetti in settimana aveva chiesto ai suoi ragazzi un ulteriore passo avanti dopo aver sfiorato il colpaccio a Bologna e la Vanoli ha risposto presente battendo 86-73 la Sidigas Avellino nel lunch match della decima giornata e spezzando una striscia negativa di tre sconfitte consecutive. Decisiva ai fini di questa pesantissima vittoria è stata la prova balistica dei lombardi che hanno tirato con un ragguardevole 13/31 dalla lunga distanza, trascinati da un Johnson Odom autore di 20 punti di cui 11 nel solo terzo quarto. Esordio in maglia Vamoli da applausi invece per Simone Fontecchio che ha chiuso la sua prima gara in biancoblu siglando 15 punti con il 50% dal campo. 

TIRO PESANTE - Dopo un primo quarto sostanzialmente equilibrato in cui Cremona è riuscita a rintuzzare i timidi tentativi di fuga avellinese ispirati da Fesenko (21-19 al 10°), la Vanoli ha alzato i ritmi d'attacco quando è sceso in campo il neoarrivato Fontecchio che con due triple ravvicinate ha spinto i suoi a +9 (46-37). Rich, reduce da una settimana delicata in cui è volato negli Stati Uniti per assistere al funerale dell'amato padre, ha però alleggerito il passivo prima del colpo a fil di sirena di Drake Diener che è stato lesto a raccogliere un rimbalzo ofensivo e trasformare il canestro del 48-40. In uscita dagli spogliatoi Cremona ha fiutato il colpaccio e ha ulteriormente affondato il piede sul pedale dell'acceleratore piazzando un altro break di 22-11 ispirato da un più che positivo 4/9 dall'arco e dagli 11 punti consecutivi di uno scatenato Johnson-Odom che hanno portato al 70-51 di fine terzo quarto. Un colpo da ko per i biancoverdi che nei 10 minuti finali hanno provato a rientrare in partita aggrappandosi a Scrubb e Leunen ma non sono mai riusciti a tornare sotto la doppia cifra di svantaggio. 

 

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