Scafatese salva, con il Faiano basta il pareggio

La gara si chiude a reti inviolate dopo i supplementari: festa per i canarini
Scafatese salva, con il Faiano basta il pareggio© LAPRESSE
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SCAFATI - Regge per oltre due ore la Scafatese e, nonostante le circostanze avverse di una stagione in cui non è mancato nulla, tra cui l’incredibile richiamo alle armi dopo quasi un mese, adesso può dire di essere salva per davvero. Sul prato in sintetico del Vigilante Varone non bastano due tempi regolamentari e due supplementari per vedere un gol e così il Faiano, avversario ostico e organizzato, è costretto a cedere il lasciapassare per la salvezza ai padroni di casa, in virtù dei punti in classifica alla trentesima giornata di campionato. Applausi comunque meritati per gli uomini di Turco che in ogni caso avevano conquistato la salvezza sul campo lo scorso 28 Aprile e che, così come la Scafatese, sono stati richiamati in campo per quella che è la più anomala delle circostanze. Senza Esperimento e Sperandeo Amarante ridisegna la sua Scafatese e ripropone il 3-5-2, con Roghi e Siciliano terminali offensivi e con Orientale a completare il settore difensivo composto da Claudio e Ciropaolo Amendola, lasciando inalterato il centrocampo con Avino, Rinaldi e Apredda, e le fasce, con Manzo a sinistra e Sannino a destra.

La partita

Pronti via e sono proprio gli ospiti a rendersi pericolosi per primi con il destro di Pellegrino che termina fuori di poco. Al 17’ Lino Siciliano si esibisce nella specialità della casa, il calcio di punizione di destro da lontano, ma Ginolfi si arrampica fino all’incrocio e devia in angolo, così come riesce a rispondere anche al sinistro piazzato di Roghi del minuto 31. Al 36’ prima vera palla gol ospite: una deviazione della retroguardia gialloblu fa acquisire una traiettoria insidiosa al cross di Pellegrino e Martinelli, di testa, non riesce a centrare lo specchio nonostante la posizione favorevole. I quindici minuti di intervallo passano come se fossero un’eternità e al rientro in campo sono i canarini a sfiorare il vantaggio: tiro del capitan Avino, ribattuta di Ginolfi e Roghi non riesce a centrare lo specchio nel più celebre dei tap-in. Al 63’ si rivede nuovamente il Faiano, con il sinistro di Merola deviato in angolo da un ottimo Menzione, mentre la Scafatese, in debito di ossigeno, prova a giocare soprattutto sul lato sinistro del campo, puntando sulle agili leve di Vincenzo Manzo, forse l’unico tra i 22 in campo ancora in forma campionato; proprio il vicecapitano canarino crea scompiglio al 76’, guadagna il fondo e serve Roghi, ma il sinistro dell’attaccante ex Puteolana termina alto sulla traversa, ma prima del fischio finale sono nuovamente gli ospiti a rendersi pericolosi prima con il tiro a lato di Pellegrino e poi con la conclusione alta di Russomando. Nei supplementari saltano gli schemi e le gambe sono mosse soltanto dalla voglia di non vedere andare in fumo tutto il lavoro svolto in un anno difficile: Amarante inserisce Russo per lo stremato Ciropaolo Amendola, Vitiello per l’encomiabile capitano Avino ed Esposito per Apredda e, nonostante il brivido sulla traversa scheggiata da Di Giacomo dopo una conclusione dai trenta metri, riesce a tenere salda la difesa, mantenendo inviolata la porta. I canarini sfiorano anche il vantaggio al 112’, quando Roghi va via sulla destra e serve Siciliano , ma il numero 10 gialloblu scivola sul sintetico del Varone, inumidito dalla pioggia, mentre dall’altro lato del campo Menzione si distende e devia in angolo una conclusione velenosissima di Pellegrino. Il triplice fischio finale del direttore di gara Moretti di Valdarno fa calare finalmente il sipario su una stagione che sembrava già chiusa un mese fa, ma che adesso ha avuto la sua definitiva conferma.


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