Un calcio Real a San Basilio con i ragazzi del presidente Menna
Non solo calcio a San Basilio. Molto di più. Grazie a una squadra che ha radici profonde nello storico quartiere capitolino e che ha sempre fatto dell’impegno sportivo uno strumento di inclusione e crescita sociale. Perché ogni attività agonistica dovrebbe avere un impatto positivo sulla comunità in cui opera. Ed è andata esattamente così anche nella stagione appena conclusa, che ha visto il Real San Basilio dominare il campionato di Promozione e conquistare l’approdo in Eccellenza per il prossimo anno. Un percorso costruito sui valori che provengono direttamente dall’esperienza dei Pionieri, il club che prendeva il nome dallo storico impianto sportivo di via Fabriano, che per decenni ha ospitato la società. È con l’avvento del presidente Matteo Menna, due anni fa, che si è arrivati al rilancio definitivo. Contestualmente, la società ha deciso di trasferirsi nel vicino impianto “Francesca Gianni”. Un’altra struttura, ma gli stessi principi etici che hanno spinto il club ad andare oltre i risultati del campo, promuovendo fair play e inclusione, senza mai perdere di vista la missione di incidere positivamente in un territorio da sempre complesso e difficile. La conquista della Coppa Disciplina, un motivo di orgoglio non solo per la società, ma anche per un quartiere troppo spesso etichettato come “delinquenziale” e puntualmente marginalizzato. In realtà, anche grazie al calcio, sono emersi valori sani e una forte volontà di riscattarsi dai tanti pregiudizi.
I RECORD DI MAX – Lo ha dimostrato anche la squadra di mister Massimiliano Torrice, che ha chiuso la scorsa stagione con 82 punti in classifica, record assoluto tra i quattro gironi laziali del campionato di Promozione, e con un attacco capace di realizzare 100 gol. Numeri straordinari che testimoniano la qualità del lavoro svolto e che ora proiettano il club verso una nuova, avvincente sfida: competere con società storicamente radicate nel massimo campionato regionale. «Il nostro impegno si rinnova con nuovo slancio anche grazie ai numerosi attestati di stima ricevuti dal Real San Basilio – sottolinea il presidente Matteo Menna, particolarmente gradito quello del IV Municipio con tanto di premio ufficiale –. La nostra vittoria dimostra che attraverso il calcio e lo sport in generale si possono ottenere risultati sociali importanti anche in realtà complesse. È questo l’aspetto che ci ha dato maggiore gioia e che ci rende più orgogliosi». Il presidente del Real potrà adesso contare anche sul sostegno e sui consigli di amici d’infanzia diventati professionisti di alto livello, come Davide Petrucci, cresciuto proprio nel quartiere San Basilio e arrivato a vestire le maglie della Roma e del Manchester United. Ma anche di Cristian Terlizzi. «Mi mandava le magliette del Palermo quando giocava in Sicilia. Siamo amici fin da bambini e confrontarmi con loro rappresenta un’importante occasione di crescita personale e professionale», spiega ancora Menna, già pronto a rilanciare la sfida in Eccellenza, non prima di aver ringraziato tutti: tifosi, collaboratori, sponsor e chiunque abbia finora accompagnato questa bella pagina di calcio di periferia. Un pensiero speciale va al giovane Mattia Rizzetti, scomparso in un incidente stradale mentre era con gli amici. «Un dramma indescrivibile per la nostra comunità. Lotteremo in campo anche nel suo nome».
NUOVO PROGETTO – Confermato l’asse portante della squadra che ha vinto il campionato di Promozione. Ci sarà ancora Amato Ciciretti – il trequartista che ha conquistato la Serie A con il Benevento e autore del primo gol in massima serie nella storia del club del presidente Oreste Vigorito – a guidare un gruppo di cui faranno parte Tortolano, Pompei, Chivu, Micheli, Ceccarini, Collacchi, Modugno, Parlagreco, Caiola e Fiscaletti. Tutti agli ordini del tecnico Torrice e del vice Lauri, che potranno contare anche sul primo acquisto in vista della prossima stagione: Federico Sevieri, centrocampista di esperienza, convinto dal progetto Real San Basilio e desideroso di lasciare il segno dentro e fuori dal campo, in nome dell’inclusione, della solidarietà e del riscatto sociale. Perché il calcio, a volte, è davvero una grande opportunità.