Corriere dello Sport

Calcio

Vedi Tutte
Calcio

Calcio femminile contro Belloli: «Si dimetta»

Il comunicato delle giocatrici italiane: «Crediamo che il calcio femminile debba essere governato da chi veramente crede nel movimento. AIAC E AIC hanno dimostrato di crederci»

 

sabato 16 maggio 2015 20:29

ROMA - Il calcio femminile si schiera unanime contro le presunte offese sessiste del presidente della Lega Nazionale Dilettanti - che secondo il verbale di una riunione sui fondi al calcio femminile, si sarebbe lasciato andare a commenti poco gentili sulle donne che giocano a calcio («Basta soldi a queste 4 lesbiche», avrebbe detto). «Come giocatrici di calcio chiediamo le dimissioni del Presidente Belloli qualora la Procura Federale confermi la sua responsabilità - si legge in un comunicato stampa -   Chiediamo al Presidente, se non pensa quelle cose, di dirlo pubblicamente. Chiediamo al Presidente di dire pubblicamente cosa pensa delle bambine, ragazze e donne che giocano a calcio e che cosa sta facendo per esse. Nel caso venisse provata la sua responsabilità lei sarebbe in grande compagnia nel nostro paese e soprattutto nel mondo del calcio. Cogliamo quindi l’occasione per dire, non solo a lei, che siamo stanche! Adesso Basta!». 

LUOGHI COMUNI - «Siamo stanche dei soliti luoghi comuni - continuano le giocatrici - Siamo stanche che l’identità sessuale delle persone e di noi giocatrici in particolare sia argomento di interesse e giudizio primario. Siamo stanche di non essere viste, valorizzate e criticate esclusivamente per quello che facciamo in campo. Siamo stanche, da quando siamo bambine a quando siamo adulte, di sentirci dire che il calcio è uno sport da maschi e per maschi e che chi lo pratica perde la sua femminilità. Siamo stanche che ci sia un unico stereotipo di femminilità e un unico stereotipo di mascolinità. Siamo stanche di sentirci dire che i soldi non ci sono. Siamo stanche che il tempo passa e la situazione del nostro movimento peggiora invece di migliorare. Siamo una delle poche nazioni in controtendenza».

I NUMERI - «Nel mondo, il calcio femminile è tra gli sport di squadra più praticati dalle bambine e ragazze. In Italia i numeri sono costantemente in calo. In Europa tutte le federazioni stanno investendo importanti risorse economiche per promuovere il calcio femminile mentre in Italia si investono poche risorse, le briciole. La federazione ha istituito una commissione federale per la promozione e sviluppo del calcio femminile con un budget di 300.000 euro annui. La commissione é stata convocata pochi mesi fa. Era stata ferma per più di un anno. Tutte le progettualità presentate soprattutto dall'associazione allenatori e associazione calciatori sono state di fatto bloccate. Le decisioni prese all'unanimità sulle riforme dei campionati sono state disconosciute. La Commissione è stata poi accusata di immobilismo e di non essere stata in grado di spendere i soldi stanziati. Questi soldi, anno dopo anno, non vengono accumulati ma paradossalmente vanno persi. Oltre al danno la beffa! La UEFA dà contributi alle federazioni per promuovere e sviluppare il calcio Femminile. Contributi che arrivano anche alla nostra federazione ma non si sa quanti sono e come vengono spesi». 

RISORSE E VISIBILITA' - «Da quando il calcio femminile è passato sotto il controllo diretto della Lega dilettanti (con forte opposizione dell'AIAC e AIC) perdendo di fatto il proprio potere decisionale la situazione del movimento va sempre peggiorando - denunciano le atlete - Sono state tolte risorse per trasmettere le partite di cartello del campionato di Serie A e Coppa Italia, togliendo visibilità. Non vi è nessun sostegno economico alle società. Tantomeno alle società che investono nel creare e mantenere una scuola calcio e un settore giovanile. Non vi è una progettualità per dare opportunità alle bambine di giocare al gioco del calcio insieme ai loro compagni maschi. I fatti portano a pensare che il massimo esponente del calcio femminile, e non solo lui,quella frase, se non l'ha detta, con i fatti sopra citati, la condivide».

SIAMO STANCHE - «Crediamo che il calcio femminile debba essere governato da chi veramente crede nel movimento, e ha passione per questo sport. Le componenti federali che ad oggi hanno dimostrato di crederci e che stanno stimolando continuamente la federazione con proposte sono l'AIAC E l'AIC. Quindi che il calcio femminile sia governato da loro».

Per Approfondire