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Stellone come Castori

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Due promozioni inattese e due personaggi divisi solo dall'età. Non dalle idee di un calcio essenziale e vincente

 Tullio Calzone

lunedì 18 maggio 2015 01:37

Stellone come Castori: la concretezza al potere. La Serie A che torna in provincia è un segno dei tempi che viviamo. Si aprono, non solo nel calcio, spazi da riempire, e se hai un progetto solido, fatto di programmazione senza megalomanie e cultura del fare, riesci a centrare l’obiettivo contro la più nefasta di ogni previsione. In realtà il giovane tecnico capitolino e il navigato allenatore marchigiano sembrerebbero accomunabili anche per un’altra ragione. Sbirciando nell’organico messo a disposizione dalle rispettive società si notano facilmente calciatori costruiti dal niente, investimenti andati a buon fine. Se le storie di Mbakogu e Lasagna raccontano quanto lavoro c’è da affrontare per valorizzare i nostri talenti, anche gli esempi di Gori, Gucher e Paganini confermano che si può vincere costruendo in casa il proprio destino. A proposito di destino, è decisamente amaro il finale di stagione per Marco Baroni. Affondato dal Varese già retrocesso, il suo Pescara mette in forse i play off, ora ottenibili solo superando il Livorno di Panucci che si fa agguantare a sua volta dal Vicenza allo spirare di un match emozionante che i toscani non hanno saputo chiudere. Capita! Anche all’Avellino raggiunto dal Trapani che Cosmi porta in salvo al Partenio. Non allo Spezia del solido Bjelica, implacabile anche a Lanciano. Le sconfitte del Modena contro una rediviva Ternana e l’inenarrabile ko del Catania, rendono vibrante anche l’ultima giornata. Al Latina manca un punto per conservare la B, al Modena potrebbe non bastare. Il Crotone deve vincere per scongiurare un rompicapo. Rischio avulse...

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