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Barcellona, papà Messi non si allena ma giocherà contro l’Atletico

Barcellona, papà Messi non si allena ma giocherà contro l’Atletico
© ANSA

Vigilia complicata per Luis Enrique, costretto a preparare la trasferta del Vicente Calderon senza l’assente giustificato Messi, che ha festeggiato la nascita del secondogenito Benjamin. Per l’argentino, dall’inizio della sosta, neanche un allenamento con la squadra. Mercoledì, a Roma, il debutto in Champions

 Andrea De Pauli

venerdì 11 settembre 2015 13:49

BARCELLONA (SPAGNA) - Rosa ai minimi termini per Luis Enrique, che a ventiquattr’ore dal big match con l’Atletico Madrid, non ha potuto contare neppure su Leo Messi, che di ritorno dagli impegni della nazionale argentina, ha dovuto subito deviare verso la clinica barcellonese dove la compagna Antonella Rocuzzo ha dato alla luce il secondogenito Benjamin. “Leo ha avuto un permesso”, il commento rassegnato del tecnico blaugrana. “Quasi non si è allenato neppure Mascherano, che ha partecipato solo all’ultima seduta. Al Calderon, comunque, ci saranno entrambi”. La Pulce e il Jefecito, infatti, sono stati regolarmente inseriti nella lista dei diciotto che viaggeranno a Madrid, alla pari del recuperato Adriano e del convalescente Sergi Roberto, che dovrebbero garantire una buona copertura della corsia destra, assente il titolare Dani Alves, anche in vista dell’attesa ouverture di Champions dell’Olimpico di Roma. Niente da fare, invece, per gli altri infortunati Claudio Bravo e Douglas. Remota, poi, la possibilità della concessione di una sospensiva richiesta dal club per Piqué, che salvo sorprese domani sconterà la terza delle quattro giornate di squalifica guadagnate nel ritorno di Supercoppa di Spagna.

IMPEGNI RAVVICINATI - Inevitabile, poi, una battuta proprio su Piqué, al centro dei riflettori nell’ultima settimana a causa della dura contestazione sofferta in occasione della sfida tra Spagna e Slovacchia ad Oviedo. “Trovo patetico fischiare un giocatore della tua nazionale. Trovo comico che capitino cose del genere nel nostro Paese”, il commento piccato. “Gerard è splendido, molto sincero e  molto originale. Le rivalità tra le grandi squadre ci sono sempre state e non vedo niente di male, anzi, se lui ammetta pubblicamente di sperare sempre che il Real perda. Non sa cosa sia l’ipocrisia”. Non c’è troppo tempo, però, da dedicare a queste questioni, quando l’esigente calendario impone subito le impegnative trasferte ravvicinate di Madrid, sponda colchonera, e Roma. “Gli allenatori si lamentano sempre del calendario, ma visto che non posso cambiarlo, io preferisco non pensarci troppo. Prendiamo le cose per il lato buono. Ci aspettano due gare molto attraenti, che ci permetteranno subito di metterci alla prova”. Lucho, vincitore in entrambe i confronti diretti di Liga della scorsa stagione contro l’Atletico, dimostra un grande rispetto per i ragazzi di Simeone. “Giocare nello stadio di uno dei pretendenti al titolo è sempre complicato. Hanno fatto un gran mercato e hanno iniziato bene la stagione. Ti tolgono lo spazio, sono intensi, ti pressano, si chiudono bene, sono forti nelle giocate a palla ferma. Hanno un grande allenatore. Se non giochiamo al massimo sarà dura”. Poi sarà già ora di iniziare a concentrarsi sulla difesa della corona europea. “Della Roma non abbiamo ancora parlato, perché la partita importante è sempre la più imminente. Ora tocca l’Atletico. È vero, però, che gare così aiutano ad allenare l’intensità, elemento essenziale nelle partite di Champions”.

@andydepauli

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