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Post choc di una tifosa del Napoli: «Se ci girano, qua succede un altro Heysel»

Post choc di una tifosa del Napoli: «Se ci girano, qua succede un altro Heysel»
© MOSCA

Le deliranti parole pubblicate su Facebook da una giovane docente, fan partenopea, scatenano una valanga di proteste

 

di Alessandro Aliberti

mercoledì 3 febbraio 2016 19:02

 

ROMA - «Non vogliono farci andare allo Juventus Stadium perché si cagano sotto. E fanno bene, perché se ci girano le palle qua succede la seconda edizione dell’Heysel (per la cronaca io di quella gente non ho pena perché penso che se la siano andata a cercare)». L'incredibile obbrobrio, appare sulla pagina Facebook della dottoressa Fabiana Paciello, di professione dottoranda in Germanistica all’Università La Sapienza di Roma, docente e giornalista freelance.

Post choc di una tifosa del Napoli: «Se ci girano, qua succede un altro Heysel»

LA ZANZARA - Tutto questo mentre impazzano in rete le proteste dei tifosi del Napoli per la decisione dell'Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive di chiudere il settore ospiti dello Stadium in occasione del big match tra Juventus e Napoli in programma il 13 febbraio. A Radio 24, durante la trasmissione  "La zanzara", la Paciello ha dichiarato: «L’ho scritto e basta, ma adesso ho cancellato il post». Il conduttore Giuseppe Cruciani la incalza: "Lei ha evocato l’Heysel, ma fa la professoressa, la giornalista…". E l'altra, imperterrita: "E perché ora non si può dire più quello che si pensa? E a lei pare normale quello che scrivono e dicono sul Vesuvio tutti i giorni?".

HEYSEL - Non è normale, è delirante ciò che scrivono sul Vesuvio così come è delirante ciò che la Paciello ha scritto sull'Heysel.  Forse, dovrebbe sapere che Andrea Casula quel tragico 29 Maggio 1985 aveva soltanto 11 anni; Giuseppina Conti ne aveva 17. Entrambi avrebbero voluto assistere al trinfo dei propri beniamini. Nessuno dei due pensava di andare incontro alla morte. Così come loro, nessuno delle altre 37 vittime "se l'andò a cercare".  Purtroppo, il sonno della ragione genera mostri, anche sui social.

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