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Calcio, su Facebook la nostalgia fa '90

Calcio, su Facebook la nostalgia fa '90

Tre milioni di visitatori a settimana, dibattiti e litigi. Spopola la pagina lanciata da un giovane milanese 

di Marco Evangelisti

venerdì 6 maggio 2016 15:14

ROMA - Per esempio, in quegli anni Claudio Ranieri era giovane. Più o meno. Nei giorni scorsi lo hanno piazzato a fare quello che ci mette la faccia: aprivi la pagina Facebook “Serie A - Operazione Nostalgia” ed eccolo lì, digitalmente incarnato. Del resto lo trovavi dappertutto, dal post al satellite alla carta, ma sempre con i capelli color meringa e gli occhiali. Lì invece aveva il sorriso spalancato del ventenne e sulla testa un’eruzione di ciocche scure. Immagine fuori tema, comunque. Lontana da quest’epoca di successo inaspettato e se vogliamo anche dalla ragion d’essere di quella pagina Facebook. Che parla del calcio degli anni novanta, magari poco prima e poco dopo, quando Maradona ancora dilagava per Napoli, quando il campionato italiano era ricco e famoso e cominciava appena ad avvertire alla bocca del portafogli il prurito delle crisi a venire. Quando si santificavano le feste e lo spezzatino era un piatto. «Lotta dura contro la giornata di campionato fatta a brandelli», garantisce Andrea Bini, milanese ventinovenne che ha ideato, tracciato e ora gestisce Operazione Nostalgia.

MIGLIORE - La trovate su Facebook, appunto, e non dev’essere difficile dato che l’abbiamo trovata anche noi e ogni settimana la trovano tre milioni di persone. Pagina nata nell’ottobre 2014, in meno di un anno aveva radunato 100.000 fan, abbastanza da spingere Bini a organizzare il Primo Raduno Ufficiale della Nostalgia in Piazza San Babila a Milano. Una festa di strada, fondamentalmente, ma con i palloni che rotolavano e a tenere in piedi l’attenzione dei 600 partecipanti Massimo Paganin, Dario Hubner, Fabian Valtolina, Igor Protti. Il 21 maggio ci sarà il secondo, a Roma, una partita vera con almeno mille spettatori, ex giocatori che nessuno dimentica, allenatori che non intendono dimenticare. Nel frattempo, i fan sono diventati 320.000. Se negli anni novanta fosse migliore la vita, ciascuno giudicherà. Per chi si è legato a Operazione Nostalgia era migliore il calcio. Il calcio in generale, non solo il nostro, meno pettegolezzo più affetto, più fango sul terreno di gioco e meno macchine a spruzzarlo, più pubblico a contatto con i giocatori, più giocatori e meno ragazzotte allegate. Era anche uno sport meno maschilista, di conseguenza.

PROTETTI - Si giocava a un fantacalcio nostalgico, racconta Bini, e da cosa è nata cosa: «Ci stavamo scannando per prendere non Batistuta ma uno qualunque, di cui neppure ricordo il nome. D’improvviso abbiamo realizzato la leggerezza di quello che succedeva. Ci siamo guardati io e il mio amico, siamo scoppiati a ridere. E ho avuto l’idea». Idea che rischia di diventare un lavoro: Bini stava in un’agenzia di comunicazione e adesso comunica Operazione Nostalgia, quindi se stesso e quelli che la pensano come lui. «Nostalgici a denominazione d’origine protetta. L’importante è che quest’avventura resti sincera e pulita. Tutti coloro che seguono la pagina discutono sulle cose da ricordare. Su Roberto Baggio e ancora di più su Cleto Polonia, capitano del Piacenza tutto italiano». Litigano, persino. Se l’operazione nostalgia debba prolungarsi fino al 2006, il Mondiale vinto in cui tutto è cominciato e molto è finito. Oppure se bisogna estendersi solo fino al 2003, giusto per non essere troppo esclusivi. Comunità autentica, che definisce la propria identità non barricandosi bensì accogliendo. Ex giocatori, allenatori anziani e non, una folla di appassionati inviano materiale, suggeriscono, insistono. Bini mette dentro figurine introvabili, foto e filmati dall’aspetto sacrale, maglie vagamente sconvolgenti come quella della Giamaica al Mondiale del 1998. «Ce ne saranno due in Italia e una si può vedere sulla pagina». Premiano i calciatori che toccano i sentimenti, ruolo per ruolo: come Rino Gattuso, eletto mediano della memoria. I tecnici che non si sono mai pentiti, come Carletto Mazzone. Fanno test di intimismo calcistico sul sito www.machenesanno.it. Custodiscono l’immaginario, rimpiangono gli uomini, le storie, le bandiere, gli inverni chiassosi degli stadi colmi. 

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