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Le astuzie di Castori o i sogni di Baroni: che finale per la A

Le astuzie di Castori o i sogni di Baroni: che finale per la A
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Il Benevento raggiunge in finale il Carpi per una sfida tra 5ª contro 7ª in campionato che oppone due filosofie calcistiche e due allenatori arrivati a contendersi la A per strade diverse. Punti di forza e strategie di emiliani e sanniti che si sfideranno il 4 giugno al Cabassi e l'8 al Vigorito.

 di Tullio Calzone

mercoledì 31 maggio 2017 00:54

Prevarranno le astuzie da vecchio drago di Castori o avrà la meglio la determinazione tutta contiana di Baroni? Difficile fare un pronostico netto su questa doppia finale per la serie A che metterà di fronte due tecnici agli antipodi non solo caratterialmente prima ancora che due squadre come Carpi e Benevento giunte abbastanza a sorpresa sin qui. Sulla gara pende anche il giudice sportivo che oggi emetterà il proprio verdetto dopo il rissosso finale al Matusa e che potrebbe ridisegnare l'organico della squadra di Bonacini, nostante l'appello giunto ieri dalle colonne del Corriere dello Sport-Stadio per arbitraggi più all'altezza della situazione e meno sperimentali.

STRATEGIA CASTORI - Comunque sia, ne escogiterà più d'una il diabolico tecnico marchigiano che già ha colpito il Frosinone con le sue strategie che vanno anche fuori del campo di gioco. L'altra sera, per intenderci, nel ventre dello stadio ciociaro, ha simulato addirittura una rissa nello spogliatoio, sbraitando e facendo finta di inveire contro i propri calciatori per indurre i poveri avversari a pensare e a credere che la squadra carpigiana fosse frantumata e prossima ad arrendersi dopo il pareggio (0-0) dell'andata. Invece, era una trappola, un cavallo di Troia che ha indotto all'errore anche Marino, convinto di avere la finale in pugno e che l'obiettivo a quel punto fosse davvero difficilissimo da fallire con un avversario senza diversi titolari, spaccato al suo interno e costretto a vincere per qualificarsi. Figuriamoci con il Carpi ridotto in nove uomini e prossimo, nella mente della squadra giallazzurra, alla resa cosa sarà accaduto nella testa di questo Frosinone obbligato agli spareggi per la Serie A solo per la peggiore differenza reti negli scontri diretti con il Verona e convinto che la A fosse quasi un risarcimento scontato. Proprio in quell'istante di rilassamento, Castori si è infilato e ha vinto una gara combattuta come una vera e propria guerra.

ERRORE FATALE - Ma con Baroni sarebbe fatale auspicarsi un rilassamento simile. Anche se il Carpi dovrà vincere mentre ai sanniti basterà non perdere per centrare la più clamorosa delle promozioni in Serie A. Non sarà, comunque, questa la strategia di Baroni che attraverso un gioco propositivo ed equilibrato è arrivato a centrare quella che già ora è una vera e propria impresa per la matricola sannita per la prima volta in B e ora pronta a prendersi una meravigliosa promozione in A per portare il Sannio a San Siro e allo Stadium. Indenne a Perugia con una gara perfetta e capace di prendere il meglio da una rosa decimata dagli infortuni e con qualche importantissimo elemento non al meglio, il tecnico fiorenino punta a recuperare Ceravolo e Ciciretti per dare l'assalto alla A con il suo 4-2-3-1, un modulo che ha consentito alla Strega di giocarsela alla pari contro chiunque. Dunque un calcio in profondità contro un calcio in ampiezza, la compattezza e le ripartenze micidiali affidate a Mbakogu e Lasagna, ma anche alle incursioni di Di Gaudio e Letizia, contro l'imprevedibilità dei maghetti sanniti, primi fra tutti Ciciretti e Falco, o di Ceravolo e Cissé, gli uomini di maggior spessore tecnico, finora a riposo obbligato, ma pronti giocare le ultime due battaglie per la A con tutte le energie attingendole nel profondo del cuore. D'altra parte è così che il Benevento è arrivato sin qui!

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