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Inter, Sabatini: «Suning investirà ancora»

Il coordinatore tecnico di Suning Sports ha parlato nel ritiro nerazzurro di mercato e molto altro.

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 Andrea Ramazzotti

venerdì 14 luglio 2017 16:03

Fino a giugno l'input era che da luglio in poi ci sarebbero stati acquisti importanti. Perché non è successo?
Ci si scatena anche in maniera silenziosa, non solo attraverso l'opinione pubblica. C'è anche un mercato silenzioso e abbiamo bisogno di un po' di tempo. L'Inter è una garanzia e io non devo tranquillizzare nessuno. Faremo le cose necessarie e giuste perché la squadra possa avere una spinta ed essere protagonista come compete a un club come il nostro. Io questa società l'ho vista operare perché sono stato un testimone del lavoro fatto da Ausilio e Gardini prima del 30 giugno. Ho sempre apprezzato Ausilio perché è un amico da tanto tempo: vedendo operare il ds dell'Inter da vicino mi ha impressionato e ha lavorato con professionalità e rapidità.

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Perisic andrà via o no?
Nel corso del tempo ci conosceremo. Io non sono un tattico da sala stampa e dico le cose che vorremmo fare anche se non sono uno da condizioni, ma da imperativi. Spalletti ci chiede reiteratamente di tenere Perisic e noi lo vogliamo fare, ma vogliamo tenere qui i giocatori con grandi motivazioni. C'è un forte interesse del Manchester che conosce la nostra volontà. Vedremo quello che succederà. Il prezzo dei giocatori dell'Inter lo fa l'Inter. E noi vogliamo trattenerlo l'Inter. Lo cederemo solo se avremo le giuste contropartite, non solo economica, ma anche tecnica. Usare e tenere i comportamenti richiesti per noi e per lui. Ho conosciuto Spalletti per un anno e mezzo e in un rapporto di gruppo lui riesce a trasferire l'idea di comportarsi in una certa maniera. Spalletti tirerà fuori da tutti il massimo.
 

 
All'Inter manca qualche figura di riferimento nel club. La preoccupa?
Non mi preoccupa, ma so che potrebbe essere un'esigenza che valuteremo. Io sono arrivato qui ho avuto la necessità di simboli, di sentimento e infatti sono andato da Moratti a parlargli, a prendere un caffé con lui. Nel suo studio ero certo di trovare l'Inter, che mi ha fatto soffrire da piccolo, i trofei e tutto il resto. Ho ricevuto un biglietto di benvenuto da Ernesto Pellegrini e sono stato cooptato da un grande club come questo. Affronteremo il tema della figura di riferimento che potrebbe mancare.

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