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Coni, Malagò: «Ancelotti è il tecnico ideale»

Coni, Malagò: «Ancelotti è il tecnico ideale»
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Il numero uno dello sport italiano torna a parlare della situazione relativa alla Figc: «Pronti a dare una mano: non mi piace fare braccio di ferro»

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mercoledì 29 novembre 2017 12:37

ROMA - «Ancelotti sarebbe la soluzione ideale, la migliore delle opportunità. Ma non ho proprio idea di cosa voglia fare da grande». Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, commentando l'ipotesi che vede Carlo Ancelotti come prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. «Al momento ha un contratto con il Bayern Monaco, credo scada il 30 giugno - ha aggiunto il numero uno dello sport italiano parlando ai microfoni della trasmissione 'Circo Massimo' su Radio Capital -. Se qualcuno gli ha già parlato? Non lo so, ma a che titolo lo avrebbe chiamato? Spero non sia successo. Lo dovrà chiamare soltanto il prossimo presidente della Figc oppure il commissario, se ci sarà».

SITUAZIONE FIGC - «La situazione del calcio non è semplice, mi sembra sotto gli occhi di tutti. È una situazione particolarmente atipica, anomala. Noi siamo pronti a dare una mano se necessario: mi sembra un'ipotesi costruttiva, ma questo discorso va preso nel modo giusto perché io non ho alcuna intenzione di fare un braccio di ferro. Anche perché il calcio è fondamentale, ma c'è altro nella vita». Le parole del presidente del Coni sulla situazione della Federcalcio dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2018, con il presidente Tavecchio dimissionario e la Lega di A che oggi si riunisce nuovamente per cercare di eleggere i propri rappresentanti: «Senza questo presupposto il Coni non soltanto può, ma deve commissariare la Figc - ha sottolineato il numero uno dello sport italiano -. Del resto pensare di indire le elezioni per scegliere un nuovo presidente federale lasciando tutto il resto inalterato non è il modo migliore. La Lega di A vale solo il 12 per cento nel momento delle elezioni, ma trascina tutto e tutti, è il motore del movimento: se non trova la quadra, forse è il caso di prendere un provvedimento che riguarda tutto il sistema».

IPOTESI REMOTA Intervenuto anche sulla scelta di affidare le chiavi della Figc a Giuseppe Vegas: «Non lo conosco, non so dare un giudizio e comunque non lo darei. Perché io non tifo per nessuno, non ho nessun nome. Penso che sia relativamente poco serio che si possano proporre delle persone di qualità, impegnate in altri ruoli, senza la sicurezza che abbiano 14 voti in Lega. In ogni caso se il calcio, in modo giusto o sbagliato ma comunque legittimo, tira fuori questi nomi, Tavecchio convocherà le elezioni ed entro novanta giorni si avrà il nuovo presidente».

INTEGRAZIONE - «Sono giorni, mesi, anni che tutti parlano del tema del sociale e dell'integrazione. Mi sento di dire che abbiamo bisogno di persone credibili, perché c'è il rischio che tutto venga strumentalizzato, magari cavalcando tutto questo per parlare di una legge, lo ius soli. Ma lo sport non può che essere un portabandiera dell'integrazione: non è giusto precludere a dei ragazzi la possibilità di partecipare alle massime competizioni sportive». Continua Malagò nel suo intervento al meeting "Sport e Integrazione" questa mattina al Circolo del Tennis del Foro Italico: «Siamo finiti coinvolti in questo tema (dello ius soli), ma lo sport non sta nè a destra nè a sinistra», ha precisato il numero uno del Comitato olimpico nazionale italiano che ha poi fatto un appello alle famiglie: «Anche sull'integrazione il Coni ci sta mettendo la faccia, è molto impegnato su temi che prima non trattava. Noi ci sentiamo corresponsabili nel processo di integrazione, ma un ruolo fondamentale deve essere giocato dai genitori». (in collaborazione con ITALPRESS)

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