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La seconda vita: Paolo Rossi

La seconda vita: Paolo Rossi
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L’Eroe di Spagna ‘82 ha aperto a Perugia la Paolo Rossi Academy coronando un sogno. Così, fra Perugia e Assisi è nato un college cosmopolita che unisce il calcio allo studio

 Xavier Jacobelli

mercoledì 7 marzo 2018 15:31

Il generale dei Carabinieri irrompe nel salone con passo spedito e aria gioviale. Si chiama Francesco Pelliccia e, oltre a essere un alto ufficiale dell’Arma, di stanza a Perugia, dichiara subito di essere uno sfegatato tifoso laziale («Conosco a memoria la formazione del ‘63-’64, sa?». E la snocciola mitragliando i nomi senza esitazioni), nonché di intrattenere ottimi rapporti con Claudio Lotito. Ammicca: «In Umbria cerco talenti per la Lazio. Mi hanno detto che qui posso trovare terreno fertile. Può essere?». Risposta affermativa. Il Generale è bene informato, per questo mette piede nella Paolo Rossi Academy di Chiugiana-La Commenda, frazione di Corciano, alle porte di Perugia. Qui c’è il teatro della seconda vita di Pablito, nella quale hanno fatto irruzione cento ragazzi provenienti da quaranta Paesi del mondo. Paolo confida: «Sognavo da anni di aprire la mia scuola calcio e, come puoi facilmente immaginare, le proposte non mi sono mai mancate. Le ho scartate tutte a una a una, sino a quando Federica ed io non abbiamo trovato quella giusta». Paolo sorride. Paolo è in gran forma. Paolo guarda Federica, sua moglie dal 2010, che, della seconda vita di Pablito è l’amore, il cardine, il faro. Si muovono in simbiosi. Federica gli ha dato due gioielli: Maria Vittoria, 8 anni e Sofia Elena, 6 anni. Il primogenito di Paolo è Alessandro, nato nell’82 dal primo matrimonio. Federica, giornalista professionista e brillante firma dell’informazione sulla salute e sulla medicina per i giornali della Poligrafici Editoriale (Qn, Il Resto del Carlino La Nazione, Il Giorno), è uno dei motori dell’Academy. L’altro è Andrea Cappelletti, fratello gemello di Federica, il general manager che degli iscritti si definisce «il padre putativo», poiché li segue passo dopo passo, a scuola e nella pratica sportiva. L’altro ancora è Alessandro Dominici, fondatore di Italian Soccer Management (Ism) con sede a Corciano, 4 km da Chiugiana, partner di Paolo, l’uomo che, a Pyongyang, ha scoperto Han Kwang-Son, il nordcoreano del Cagliari; che dal ‘94 al 2006 ha lavorato nel Perugia di Luciano Gaucci; che nella sua accademia ha visto crescere Gattuso, Storari, Ranocchia. Il braccio destro di Dominici è Luis Pomares, 30 anni, portoghese, laureato in scienze motorie come il suo illustre connazionale José Mourinho, autentica enciclopedia ambulante del calcio, capo scout dell’Ism.

WHATSAPP MUNDIAL. Se è vero che a vincere è sempre il gioco di squadra, la regola si conferma alla scuola del Signor Rossi, la cui popolarità è intatta, genuina, palpabile. Come se, quasi trentasei anni dal Bernabeu non fossero mai passati. Lo chef napoletano del ristorante che, appena lo vede, molla i fornelli e, in cambio di una leccornia espressamente cucinata per lui, va in brodo di giuggiole dopo il selfie con l’Eroe di Madrid. Il conducente del furgone, che, appena lo incrocia e lo riconosce, inchioda, scende, gli chiede un autografo e se ne va felice come una Pasqua. «E tutto questo, si ripete dovunque vada - ride Federica - In febbraio siamo stati a Vicenza, dove ha fatto tappa "Great Italia Emotions", la mostra che ripercorre la sua carriera. L’accoglienza dei tifosi Lanerossi è stata commovente». Paolo si schermisce, eppure cavalca volentieri l’onda dell’emozione: «L’affetto della gente per noi di Spagna ‘82 è qualcosa di unico, di incredibile. Ti scalda il cuore e si rinnova ogni giorno. Non soltanto con me, ma con tutti i ragazzi del Mundial. Lo sai che ci sentiamo praticamente ogni giorno, in qualunque parte del mondo noi siamo? Sono le meraviglie di Whatsapp». Increspa le labbra compiaciuto. «Sono appena stato ad Abu Dhabi, la capitale degli Emirati Arabi Uniti: mancano più di quattro anni al mondiale in Qatar che si disputerà in autunno-inverno, ma tu non ha idea di quale sia la febbre per il calcio in tutta l’area del Golfo Persico. Abu Dhabi dista da Doha 300 km in linea d’aria. L’idea degli interlocutori arabi è trapiantare una sezione dell’Academy negli Emirati e ti confesso che la proposta è allettante. E poi c’è il Senegal...». Il Senegal? «Sì, il governo di Dakar ha allacciato contatti con noi, dicendosi molto interessato ad avviare una collaborazione con noi nella capitale del Paese. Evidentemente, la nostra formula magica funziona».

SANTA LUCIA, BOBO VIERI E DIAMANTI. La formula magica dell’Academy coniuga lo studio con il calcio, gli allenamenti e le partite con la frequenza al college della scuola superiore o all’Università per Stranieri, a seconda dell’età dei ragazzi. Il filosofo bulgaro Cvetan Todorov (1939-2017) ha scritto un saggio, intitolato in italiano «La bellezza salverà il mondo», riprendendo una frase del principe Myskin nell’Idiota di Dostoevskij. Paolo conviene. E soggiunge: «Non soltanto la bellezza. Anche la cultura salverà il mondo. C’è un gran bisogno di cultura, di studio, di sapere. Anche da questa esigenza scaturiscono i principi guida dell’Academy, nata per scovare talenti, visto il nome che porta, ma, al tempo stesso, protesa a garantire una solida preparazione intellettuale a chi la frequenta. Ai nostri ragazzi diciamo: studiate». Si va al campo d’allenamento. L’ambiente è decisamente multietnico, cosmopolita, internazionale. Non appena scorgono Paolo, i ragazzi fanno capannello attorno a lui per la foto di gruppo. L’atmosfera è allegra, non ridanciana. Cogli al volo quanta passione i giovani calciatori ci mettano nell’eseguire gli esercizi dettati dai tecnici. Percepisci il gusto, l’orgoglio che prova Paolo osservandoli in azione, quasi rivedesse se stesso mentre ragazzino, tirava i primi calci. Lui segue il gruppo con lo sguardo e mormora: «La passione muove tutto. L’ho capito sin da quando ero alto così e andavo a giocare a pallone con mio fratello Rossano a Santa Lucia, dove sono cresciuti anche Bobo Vieri e Diamanti. Senza la passione, non fai nulla nella vita». Federica annuisce, con raffinata discrezione. Federica ha capito tutto di Paolo.

LA CRISI DI RIGETTO. La Signora Rossi racconta: «Il calcio mi è sempre piaciuto, anche per il suo significato, per la sua importanza sociale, per la sua capacità di aggregazione, per la sua universalità, per i sentimenti che sa suscitare: li misuro seguendo l’attività di mia nipote, giocatrice. Eppure, non avrei mai immaginato che un giorno avrei sposato Paolo Rossi, un simbolo del nostro Paese nel mondo. Galeotto è stato un libro sulla Juve, scritto insieme con Mario D’Ascoli, indimenticabile giornalista toscano, dal ‘92 al 2006 caposaldo della redazione aretina de La Nazione. E pensare che, alla presentazione dell’opera, Paolo era venuto soltanto dopo mille insistenze e tanti dubbi. Dev’essere la forza del destino: il nostro rapporto è nato quel giorno e, da amicizia, si è trasformato in amore. Ho incontrato un uomo che, nonostante preferisca essere e non apparire, a un certo punto della vita era stato assalito da una crisi di rigetto per il suo sport, essendone stato fagocitato dagli effetti collaterali: la fama planetaria, la sovraesposizione mediatica, il mito nato quella notte al Bernabeu avevano generato il desiderio di scivolare nell’ombra. Gli era venuta voglia di cambiare, di andare a vivere in campagna, di appartarsi, di calarsi nell’intimità della famiglia. Però, a un certo punto, è arrivato il momento in cui ho capito quanto Paolo avvertisse il richiamo del calcio e quanto avesse bisogno di credere in progetti che avessero al centro il calcio. Come la mostra itinerante su di lui, organizzata in occasione dei suoi sessant’anni; come l’Academy, concepita non con la formula riduttiva della scuola calcio. E’ scoccata la scintilla e lui si è buttato a capofitto nell’avventura, anche perché, quando fa una cosa, gli piace farla bene. Vedi quant’è orgoglioso di ciò che ha realizzato? E la sua felicità, la sua soddisfazione sono le mie». Vedo. Tira una bella aria a Chiugiana-La Commenda, frazione di Corciano, Perugia.

CAMP ESTIVO A GIUGNO - Si terrà dal 25 al 30 giugno il primo camp estivo della Paolo Rossi Academy, riservato ai ragazzi e alle ragazze dai 6 ai 15 anni. Per informazioni su costi, programma e iscrizioni: www.paolorossiacademy.com; soccercamp@paolorossiacademy.com. Telefono: 346.367.06.99

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