Zamparini alla sbarra, ma il Palermo salva la B
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Zamparini alla sbarra, ma il Palermo salva la B

La Corte d'Appello Federale riconosce l'ecessiva afflittività della retrocessione all'ultimo posto della squadra siciliana stabilita dal Tribuale Federale Nazionale e la penalizza con 20 punti. Niente playoff, ma nemmeno Serie C. Salvato in primo grado da un vizio formale, Zamparini verrà processato. E il club dovrà pagare un'ammenda di 500 mila euro.

DANNO INGIUSTO EVITATO - Giunto a un passo dalla promozione in A, il Palermo evita almeno di sprofondare in C dopo un processo all’ultima curva evidentemente tardivo e accompagnato da velenose polemiche. E’, comunque, clamorosa la decisione della Corte Federale d’Appello che consente al club di limitare danni altrimenti irreparabili con una penalizzazione di 20 punti che, certo, non restituisce i playoff ai siciliani, ma scongiura una disastrosa retrocessione. La Corte, a sezioni unite, presieduta dal professor Paolo Cirillo, ha inibito per 3 anni l’ex presidente del collegio sindacale del sodalizio siciliano Anastasio Morosi, mentre l’ex presidente Giovanni Giammarva è stato sanzionato con un anno di squalifica. Sorprendente, inoltre, la rimessione degli atti al Tribunale Federale Nazionale per l’esame nel merito della posizione di Maurizio Zamparini, precedentemente salvato da un vizio formale da una sicura condanna. Pesante l’ammenda di 500 mila euro inflitta alla società. Nulla di fronte alla prospettiva di dover ricominciare, sia pure con una nuova proprietà, dalla terza serie. Insomma, un buon risultato per il Palermo.

IL COLPO DI SCENA - Ma si era messa male. Durante l’udienza, infatti, il procuratore aggiunto Giuseppe Chiné, alla presenza del procuratore capo Giuseppe Pecoraro e della sostituta Angela De Michele, aveva sferrato un durissimo attacco, producendo un pronunciamento della Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione inviata nella giornata di martedì dal Pubblico Ministero del Tribunale di Palermo, Andrea Fusco, al Procuratore federale. La Suprema Corte, nel rigettare il ricorso di Zamparini, aveva giudicato il lodo Alyssa come un espediente illegittimo, ovvero una «società di comodo non operativa». Nella stessa sentenza veniva evidenziata la «finalità frodatoria» delle iscrizioni contabili dei crediti oggetto d’imputazione, trattandosi allo stato degli atti di «cespiti inesistenti». Insomma, un vero colpo di scena che ha colto di sorpresa il nutrito pool di avvocati del Palermo e dell’ex patron friulano che, invece, avevano insistito, sin dall’inizio, sull’ipotesi che l’operazione Mepal-Alyssa fosse di fatto legittima e regolare non un modo per aggiustare i conti fittiziamente. Tra le tesi difensive, e di maggior impatto sulla Corte, c’è stata quella sostenuta con vigore dagli avvocati dei siciliani. Secondo i quali era da ritenersi eccessivamente penalizzante la sanzione di primo grado che era di fatto una doppia retrocessione, essendo il Palermo favorito per la promozione in A e avendo consolidato il terzo posto in classifica al termine della stagione regolare. «Siamo parzialmente soddisfatti del risultato - sostiene l’avvocato Francesco Di Ciommo, intervenuto dopo la sentenza di primo grado del lungo processo al Palermo - ma senz’altro contenti di aver incassato una sentenza che riconosce la sproporzione della condanna inflitta dal TFN. Condividiamo con gli altri legali del collegio difensivo (Francesco Pantaleone, Francesca Trinchera, Gaetano Terracchio e Antonino Gattuso, ndr) impegnati da tempo in questa battaglia, la curiosità di leggere le motivazioni della sentenza visto che a nostro avviso c’erano tutte le condizioni per cancellare del tutto la condanna. Fermo restando il vivo apprezzamento per l’approfondito lavoro svolto dalla Corte d’Appello nell’ambito di un’udienza che si è rivelata molto complessa».

LEGA B E CONSIGLIO FEDERALE - Intanto, è stato scongiurato il rischio di rigiocare i playoff. E tira un sospiro di sollievo anche il presidente Mauro Balata. Assente in giudizio dopo essersi costituita, la Lega B riesce a disinnescare altri contenziosi. Infatti, dopo il parere del Collegio di Garanzia del Coni e dopo l’ordinanza del TAR del Lazio sull’obbligatorietà di disputare i playout tra Salernitana e Foggia (ora retrocesso), la sentenza della Corte chiarisce anche che a giocare lo spareggio dovranno essere Venezia e Salernitana in quanto il Palermo non è più ultimo e, dunque, quarto retrocesso. Si disinnesca, così, un delicato Direttivo di Lega che questa mattina prima del Consiglio Federale avrebbe dovuto chiarire la posizione delle società dopo l’ultima decisione di non giocare lo spareggio salvezza. Si eviterà che i contrasti emersi negli ultimi giorni diventino fratture irreparabili. Erano presenti in aula sia il Benevento, rappresentato dal noto giurista napoletano Eduardo Chiacchio, che la Salernitana con il legale della Lazio Gianmichele Gentile.
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