Il Verona in Serie A e il calcio vero della gente
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Il Verona in Serie A e il calcio vero della gente

Si è conclusa la battaglia per la promozione ai play off dopo sentenze nei tribunali sportivi. Ma la vera lezione arriva dai 25 mila del Bentegodi

Se fosse stata necessaria un’ulteriore prova, ne ha fornita una inequivocabile ieri sera il “Bentegodi”: quello che piace alla gente è un calcio fuori dai tribunali. Generosa e inizialmente equilibrata, la contesa per la Serie A tra Verona e Cittadella, quasi due intruse in questo concitato finale di stagione viste le corazzate che si agitavano alla vigilia e perse per strada, è finita quasi in secondo piano. Ha rubato, infatti, la scena lo spettacolo che hanno fornito i venticinquemila tifosi accorsi alla notte della A a popolare uno stadio che in massima serie merita di stare stabilmente da tempo. Dopo una stagione tormentata e incerta, esaltante e avvincente, all’Hellas è stata necessaria una magia di Samuel Di Carmine, l’uomo in più di questi playoff, per piegare un Cittadella che s’è battuto con orgoglio contro i giganti del campionato. Quelli che hanno investito milioni di euro, uscendone bruciati e delusi, e quelli espulsi da una giustizia sportiva ancora scattata con un clamoroso ritardo, arrivando quasi a inficiare uno dei campionati più incerti e contendibili, e per questo bellissimo, degli ultimi anni. Alimentando polemiche infinite e battaglie giudiziarie che non sono ancora, purtroppo, terminate e che la gente detesta e non capisce più. Allora diventa assordante l’appello del suo discorso d’insediamento del presidente federale Gravina raccolto e rilanciato da Balata, ma anche da tanti uomini di calcio, per regole certe, univoche, non interpretabili e non adattabili a interessi di parte. Semplicemente perché il calcio vero è della gente. Ce lo ha ricordato anche ieri sera il “Bentegodi” felicemente in Serie A!
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