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Jardel: "Ero depresso e mi drogavo. Mia moglie mi ha salvato"

L'ex attaccante del Porto, in Italia con l'Ancona, racconta: "Facevo uso di cocaina durante l'estate per evitare l'antidoping. Il calcio è un mondo pieno di trappole"

ROMA - "Mi drogavo, assumevo cocaina, e sono anche caduto in depressione". Questa la confessione dell'ex calciatore brasiliano di Porto e, fra le altre, Ancona, Mario Jardel in un'intervista pubblicata dal canale Youtube "Pilhado". "Sono entrato nel mondo della droga per curiosità quando giocavo in Europa. Quando diventi un calciatore affermato hai un sacco di soldi e ci sono molte trappole, amicizie, tentazioni e curiosità. Alcune persone me l'hanno offerta e io ho iniziato a consumarla regolarmente in vacanza perché durante le competizioni avrei rischiato un controllo antidoping", ha raccontato l'ex attaccante svelando poi come ne è uscito: "Mia moglie è stata essenziale, la ringrazio perché è stata sempre al mio fianco. Veniva con me spesso alle feste perché In quegli ambienti è più probabile drogarsi, soprattutto dopo aver bevuto - ha osservato Jardel -. Ora voglio dare ai miei figli una buona immagine e parlare con i giovani affinché non commettano i miei stessi errori".

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