Lippi esclusivo: "Juve avanti, ma l'Inter impara"
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Lippi esclusivo: "Juve avanti, ma l'Inter impara"

L'ex ct della nazionale cinese: "Il testa a testa è intrigante. All’inizio pensavo sarebbe stata una corsa a tre, il Napoli farà fatica a rientrare. Nel calcio niente è scontato: Sarri è stato intelligente, i giocatori bravi a seguirlo, però Conte è... Conte"

MILANO - Solo Conte può fermarla. Dalla Versilia la voce di Marcello Lippi non ammette dubbi. La Juventus resta la grande favorita per lo scudetto perché, secondo l’uomo che ci ha portati sul tetto del mondo nel 2006 a Berlino, è destinata a crescere ancora e a quel punto diventerà imprendibile. Anzi, campione d’Italia per la nona volta di fila. L’Inter però non si arrenderà e con in panchina quell’Antonio che il tecnico di Viareggio ha allenato proprio a Torino, renderà la lotta per il tricolore incerta fino alla fine. Come non succedeva da tanti anni.

Lippi, la intriga il testa a testa per lo scudetto tra la Juve e l’Inter?

«Sì, è molto bello e sicuramente ha reso molto interessante l’inizio di stagione».

Questo dualismo è destinato ad andare avanti fino a maggio o i bianconeri prenderanno il largo?

«Credo proprio che possa durare fi no alla fine. Ad agosto pensavo che per il titolo avrebbero lottato in tre, ma il Napoli si è defi lato e farà fatica a rientrare in corsa. Ancelotti è un tecnico molto bravo, una garanzia sotto questo aspetto, e sono convinto che migliorerà la squadra. Anche se la guiderà fuori dal momento difficile che sta attraversando ha però accumulato troppo distacco dalle prime».

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Dunque sarà il derby d’Italia per lo scudetto.

«Il campionato sarà più incerto rispetto agli ultimi anni e questo per il nostro calcio è un bene, anche se c’è una considerazione che dovrebbero fare tutti e che forse può far capire quale sarà il finale della storia».

Prego.

«In Italia la Juventus è l’unica squadra imbattuta, ha già in tasca il passaggio agli ottavi di Champions League ed è prima in classifica in Serie A. Il tutto avendo reso al 60- 70% delle sue possibilità. Sta attraversando un processo di metamorfosi, dal gioco di Allegri a quello di Sarri, e finora ha vinto spesso più grazie alle qualità dei singoli che al gioco. Il successo di Bergamo ne è la dimostrazione: ha sofferto per lunghi tratti di un incontro nel quale però alla fi ne hanno pesato la classe di Higuain, Dybala e degli altri».

Qual è la morale?

«Le avversarie della Juve fanno bene a essere preoccupate. Appena i bianconeri miglioreranno il loro rendimento, secondo me non ci sarà storia neppure quest’anno».

Per l’allungo di Sarri, dunque, è solo questione di tempo?

«Nel calcio non c’è niente di scontato e la matematica è un’altra cosa. Premesso ciò, siccome in Italia c’è una squadra che vince da otto anni e che la scorsa estate si è pure rinforzata grazie a un mercato oculato, è inevitabile aspettarsi che continuerà il suo ciclo fatto di successi. Il cambio di allenatore avrebbe potuto influire negativamente e creare difficoltà solo se Sarri non fosse stato intelligente, ma Maurizio è intelligente e conosce bene il mondo del pallone: è già riuscito a portare alcune delle sue idee senza far abbassare il rendimento che la Juve ha avuto con Conte prima e con Allegri poi».

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