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Resistenza e resilienza

Resistenza e resilienza
© LAPRESSE

Nono giorno d. AC, dopo Annuncio Conte: «Non ci sarà più una zona rossa, ma ci sarà tutta l’Italia “zona protetta”». Ovvero: state in casa perché fuori è un brutto mondo. Da una settimana siamo anche senza bar, né ristoranti. I cinema e i teatri sono solo un lontano e caro ricordo. Gli impianti sportivi, una suggestione. È il treno dei desideri che all’incontrario va: adesso ne mancano 450, di giorni, all’inizio di Euro 2020 (!), da ieri conosciamo le tappe del nuovo calendario campionato-coppe, tappe forzatissime perché anche il calcio come noi non vede l’ora di mettersi sotto appena tutto questo sarà finito.
A ogni ora del giorno e della notte riceviamo decine di messaggi, sono di quattro tipi: gli inviti o le preziose info di virologi, immunologi e amici medici; i consigli di una o più bastardi (individuateli e puniteli) che naturalmente in forma anonima fanno sapere che per prevenire il contagio bisogna fare scorta di Durian, frutto del Sudest Asiatico, ma può andar bene anche il Kiwano dell’Africa Orientale: fake people che puntualmente chiudono l’audio con la raccomandazione di farlo circolare; video divertenti e meme che alla lunga possono anche procurare irritazione, soprattutto se la visione viene casualmente accompagnata dal suono della sirena di un’ambulanza; infine, apprezzabili campagne di solidarietà.
Aspettando il picco (del 25?) e la resurrezione, noi italiani, campioni del mondo di resistenza e resilienza, proviamo ad affrontare e superare in tutti i modi il drammatico evento non facendoci mancare nulla (paradosso). Confesso di essere in piena crisi di astinenza da calcio giocato e sue declinazioni. Ho (abbiamo) un sacco di domande temporaneamente inevase che fino a ieri erano parte integrante della nostra quotidianità. Provo a riassumerne dieci, invitandovi a completare l’elenco.
1) Per mesi Mancini ci ha rinfrancati promettendo lampi e guizzi a Euro2020: avremmo davvero potuto vincerlo con Donnarumma e Verratti, Chiellini e Chiesa, Immobile e Pellegrini, Insigne e Barella?
2) Sarri sarebbe riuscito a portare a casa il suo primo scudetto vincendo le diffidenze di osservatori e tifosi? E con questa Juve avrebbe centrato il colpo del nuovo secolo, la Champions?
3) L’agitazione di Lotito derivava dalla convinzione di poter strappare il titolo ad Agnelli se il campionato fosse proseguito regolarmente?
4) Conte sarebbe stato in grado di recuperare i punti che lo separa(va)no da Lazio e Juve realizzando un altro miracolo al primo anno?
5) Dove sarebbe arrivata in Champions la bellissima Atalanta di Gasperini?
6) E la Roma, la Roma di Pallotta, si sarebbe presentata a Friedkin in versione Euro-League?
7) Gattuso avrebbe riportato nelle prime sei il Napoli? E la sfida con un Barcellona in difficoltà e privo di Vidal e Busquets non avrebbe potuto regalare una gioia immensa alla città?
8) Immobile avrebbe potuto battere il record di Higuaìn?
9) Tra Bologna e Fiorentina chi si sarebbe piazzata meglio?
10) Chi sarebbe retrocesso e chi, salendo dalla B, avrebbe fatto compagnia al Benevento?
Attenzione, anch’io sto per inviare un messaggio: dosi di calcio non riducono il contagio ma migliorano l’umore. Sul Corriere dello Sport-Stadio potete leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso.

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