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Fratelli di taglio

Fratelli di taglio

C’ è una lega, la Premier, che ha sguainato la scimitarra della Player remuneration per dimezzare i salari dei calciatori e per tutta risposta ha ricevuto un irritato «ma che, siete crazy? Why now?, perché adesso?». E ce n’è un’altra, la Liga, che si è orientata sul 9 per cento dell’annualità se si riprenderà e sul 18 se non si ripartirà (il 5 del quale da restituire nelle prossime stagioni). Nella terza top, la Bundesliga, ognuno ha fatto per sé ma anche per altri: il Borussia Moenchengladbach è stato il primo ad annunciare tagli volontari che hanno interessato tutte le figure del club garantendo un risparmio di oltre un milione al mese. Il Werder, in lotta per evitare la retrocessione, ha seguito la stessa strada. Mentre Bayern Monaco e Dortmund hanno concordato un meno 20%, da dimezzare in caso di partite a porte chiuse.
Nel frattempo FIFpro, la massima organizzazione sindacale dei calciatori, continua a mantenersi a relativa distanza dal tema e l’AIC gira a vuoto o quasi fornendo pubblicamente più di un’indicazione: da giorni registriamo la voce del presidente Tommasi, che ringrazio per l’eleganza della risposta alla mia lettera aperta (risposta che trovate all’interno del giornale), e quella parzialmente dissonante del suo vice, Calcagno.
Da noi ci sono club che fanno sapere di aver raggiunto un accordo sul taglio degli stipendi senza avere ancora ottenuto il sì dei calciatori. Juve a parte, le società in grosse difficoltà sul piano della liquidità e stressate dalla chiusura del bilancio al 30 giugno (senza mercato, zero plusvalenze) “pretendono” un intervento sensibile e immediato, i calciatori - dispostissimi a rinunciare a parte dell’ingaggio per contrastare la crisi - propongono invece la sospensione dei pagamenti di marzo, aprile e alla peggio anche di maggio, in attesa che la situazione si chiarisca definitivamente.
Non hanno tutti i torti i player che, come i club, si fidano più dei loro agenti che di qualche ex collega “sindacalista”: nessuno può infatti sapere se i campionati riprenderanno (tutti insieme preghiamo) o si arresteranno; si conosce la volontà di Uefa e Eca (avanti, fin che c’è posto) ma le date sono al momento scadenze ipotetiche, e insomma i calciatori desiderano che il taglio, anche pesante per i più ricchi, venga effettuato solo a bocce ferme. In fondo è la stessa cosa che si augurano di ottenere le pay titolari dei diritti (Canal Plus si è spinta oltre): la sospensione del pagamento della sesta e ultima rata stagionale (sono ancora in credito di un 16% di prodotto) fi no a quando il futuro sarà più... chiaro.

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