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Niente stadio, il futuro del tifo in una app: si fischierà e si canterà dal divano di casa

Ai giocatori in campo arriverà la voce di chi guarda la gara in tv, grazie a 58 altoparlanti

Niente stadio, il futuro del tifo in una app: si fischierà e si canterà dal divano di casa

La definizione di “tifoso da divano” potrebbe avere presto una sua “versione 2.0”. Generalmente si tratta di una connotazione negativa, data a chi preferisce restarsene a casa a guardare la partita anziché andare allo stadio. In un contesto storico in cui l'unico modo per assistere alle gare è di starsene davanti alla tv, però, il ruolo del “divanista” potrebbe presto arricchirsi di nuove funzionalità al passo con i tempi. In Giappone, infatti, è in fase di progettazione una nuova App, che consentirà di partecipare da remoto alla partita e interagire in tempo reale.

La app che permetterà di applaudire da casa

A occuparsi di questo progetto, che avrà il nome di sistema “Remote Cheere” è la Yamaha Corporation, l'importante compagnia giapponese che produce strumenti musicali e dispositivi elettronici (e da cui è nata anche la Yahama Motor, seconda azienda produttrice di moto al mondo). Attraverso questa applicazione il tifoso avrà l'opportunità di applaudire, incitare o anche fischiare i giocatori in campo attraverso il proprio smartphone, inviando un input dei suoi messaggi vocali pre-registrati direttamente all'interno dello stadio. Una volta lì, tutti questi segnali saranno trasmessi contemporaneamente e in tempo reale da degli altoparlanti giganti posizionati nella struttura, generando così un clima da stadio virtuale.

58 mega altoparlanti sugli spalti

 E non si tratta di mera teoria, gli sviluppatori sono già passati alla pratica. Il sistema è stato testato nello Shizuoka Stadium “Ecopa”, con le squadre Jubilo Iwata e Shimizu S-Pulse che hanno preso parte all'esperimento. I telespettatori hanno seguito il match, inviando i loro “vocali” all'interno della struttura grazie ai 58 altoparlanti piazzati intorno al terreno di gioco. E a quanto pare l'effetto prodotto è stato più che soddisfacente, come spiegato da un funzionario dell'impianto, Keisuke Matsubayashi: «A un certo punto, durante il test, ho chiuso gli occhi. Mi è sembrato davvero che i tifosi fossero lì con me».

L'idea di provarlo in J. League

Adesso non resta che osservare gli sviluppi e vedere se saranno realmente implementati, magari già al momento della ripresa della J. League, sospesa ormai da quattro mesi: negli ultimi giorni i club si sono riuniti per valutare le varie opzioni. Il 27 giugno e il 4 luglio sono le due date prese in considerazione per ricominciare il campionato e tra le misure precauzionali in esame per consentirlo si parla anche di una limitazione (almeno inizialmente) dei viaggi tra regioni diverse, facendo disputare le prime gare solo tra squadre della stessa area geografica.

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