"Ho due sogni, giocare il Mondiale e vincerlo". Le frasi celebri del Pibe de Oro

Un giocatore e un uomo mai banale, senza filtri, ma soprattutto senza paura di dire quello che pensava: dalla Nazionale passando per Napoli e i rivali
"Ho due sogni, giocare il Mondiale e vincerlo". Le frasi celebri del Pibe de Oro© LaPresse

Nella sua carriera Diego Armando Maradona non ha mai usato retoriche, frasi fatte o banalità quando doveva dire la sua, schietto, diretto, senza paura. Oltre alle leggendarie giocate sul campo il Pibe de Oro ha regalato frasi e dichiarazioni che hanno fatto la storia, qui di seguito alcune delle più celebri dalla Nazionale, passando per la sua Napoli fino alle considerazioni sui colleghi e giocatori di oggi.

La "Mano de Dios"

"Se potessi chiedere scusa e tornare indietro per cambiare la storia lo farei. Ma il gol è ancora valido, l'Argentina diventa campione del mondo ed io sono il miglior giocatore sul mondo".
(Dal libro "El Diego")

"Tutti in Argentina possono ricordare la mano di Dio nella partita dell'Inghilterra nella Coppa del Mondo 1986. Ora, nel mio paese, la mano di Dio ci ha portato un papa argentino".
(Dopo l'elezione di Papa Bergoglio, 2013)

Maradona e la Nazionale

"Il valore della nazionale non si confronta con il denaro, si confronta con la gloria".
(Da libro "El Diego")

"Ho due sogni: il primo è giocare un Mondiale, il secondo è vincerlo".
(Da calciatore ancora ragazzino)

"Mi hanno usato quando serviva un personaggio da portare ai Mondiali. Poi hanno riempito gli stadi e io non servivo più. Anzi. Magari si aspettavano un Maradona grasso per far ridere la gente, invece hanno cominciato ad avere paura quando hanno visto come giocavo e come giocava l’Argentina. Saremmo arrivati in finale col Brasile e avremmo vinto noi".
(Conferenza stampa dopo la squalifica per doping, Mondiali 1994)

"Dovete succhiarmelo tutti!"
(Così ai giornalisti dopo la qualificazione ottenuta all'ultimo per i Mondiali di Sud Africa del 2010, gli valse 2 mesi di squalifica)

Su Napoli

"Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, perché loro sono come ero io a Buenos Aires".
(Nel giorno della presentazione, 5 luglio 1984)

"Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore... o sono orgoglioso di essere stato il migliore a Napoli".
(Consegna del Pallone d'Oro alla carriera, 1995)

"Non voglio vedere bandiere del Milan, voglio che tutto lo stadio sia azzurro, il San Paolo è il cimitero, devono morire".
(Prima della sfida scudetto contro il Milan vinta poi dai rossoneri 3-2, stagione 1987-88)

Sui rivali e colleghi

"Tedesco, tedesco in tutti i sensi. Per batterlo bisognava ammazzarlo".
(Su Karl-Heinz Rummenigge)

"È diventato un gran giocatore in Spagna, al Barcellona. Prima era soltanto un goleador, poi però è diventato un fenomeno. A parte questo, un bel tipo, una gran persona“.
(Su Hristo Stoichkov)

"Pura roccia, el negro. E anche un buon combattente fuori dal campo: è stato uno dei primi a unirsi al mio sindacato e vive lottando per il suo paese, la Liberia“.

(Su George Weah)

"Sono riuscito a vederlo solo al tramonto, ma mi è sembrato un giocatore fantastico. Era più veloce degli altri, sia fisicamente che mentalmente, e sfruttava bene le sue doti. Accelerava come Caniggia, da uno a cento e poi frenava. E aveva una visione del campo impressionante. Qualche volta ha detto delle fesserie su di me, senza conoscermi bene“.
(Su Johan Cruijff) 

"Una volta gli ho detto che era il miglior difensore del mondo. Non so se era vero, ma io la sentivo così. Gli voglio talmente bene… Il miglior amico che mi abbia lasciato il Napoli“.
(Su Ciro Ferrara)

"...miglior giocatore del mondo: sì, Totti mi convince più di Zidane e di Beckham. Sa rendere semplici le cose difficili, sa far giocare bene la squadra".
(Su Francesco Totti)

"Questo invece sì, questo è diverso da Zidane, a lui piace giocare, lo sente nell'anima; tra lui e il francese, scelgo lui."
(Su Alessandro Del Piero)

Maradona: "Messi, il nuovo me"

"Vedere giocare Messi è meglio che fare sesso".

"Sì, Messi è il nuovo me. Tanti sono stati accostati a me, ma credo che con lui si sia definitivamente trovato il mio erede. È capace di azioni uniche, di magie irripetibili con il pallone, e tutto ciò lo rende speciale. Ma non solo: è un fenomeno anche nel gioco di squadra, sacrificandosi spesso per i compagni. Pressa e difende come tutti gli altri in fase di non possesso. E poi, quando gli arriva la sfera, è capace di cose che non ti aspetteresti mai".

Varie

"Ornella Muti!"
(Risposta alla domanda su chi fosse la Maradona al femminile, dal libro "Palla lunga e pedalare")

"L'altro giorno stavo guardando la televisione e sono quasi morto: c'era Shaquille che camminava per il corridoio interno di uno stadio e qualcuno gli aveva tirato un pallone da calcio, se l'era passato da un piede all'altro con quella specie di stivali che ha al posto delle scarpe, aveva provato a fare un palleggio, poi aveva guardato nella macchina da presa e aveva detto: "Diegoumaradouna!"
(Quando vide in Tv la stella Nba Shaquille O'Neal)

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