La Salernitana di Castori, la crisi di Breda e l'ultima curva all'Arechi

I granata battono il Pescara e mettono in crisi Breda e si riappropriano del secondo posto. Oggi l'Empoli già campione d'inverno a Lecce in un posticipo da tripla. In serata la Spal a Cremona incrocia Pecchia. Domani il Monza senza Balotelli atteso a Brescia da Dionigi già a un bivio
La Salernitana di Castori, la crisi di Breda e l'ultima curva all'Arechi© LAPRESSE
Tullio Calzone

L'ULTIMA CURVA ALL'ARECHI - All’ultima curva del girone d’andata e giunto al limite di una crisi d’identità, Castori ritrova la sua Salernitana cinica e spietata, si rimette in carreggiata ed evita di finire, se non proprio in un pericoloso precipizio con la 4ª sconfitta di fila, certamente fuori strada e chissà per quali impervi sentieri di un campionato complicato e difficilissimo. Il tecnico marchigiano ha dovuto rimescolare le risorse umane messe a disposizione dalla società in attesa anche di Sanasi Sy, Kiyine e Durmisi, gli ultimi colpi del ds Fabiani per tacitare prefiche e ipercritici di nuovo al palo. Ma per uscire dal tunnel, ha saputo attingere a piene mani a quello spirito di gruppo predicato e inculcato nei suoi a inizio stagione e che era diventato il propellente prezioso per un inatteso e insopportabile primato.

BREDA SENZA PACE - Ha piegato così, con determinazione e diligenza tattica, un attonito Breda, l’ex capitano granata che in passato a Salerno avrebbero voluto addirittura Sindaco se non ci fosse stato, ovviamente, l’intoccabile Governatore. L’allenatore trevigiano è uscito ridimensionato dal confronto con i campani e profondamente deluso. Più di lui, il patron Sebastiani che ha imposto a tutti un brusco faccia a faccia nel ventre dell’Arechi per evitare che un’annata nata male finisca peggio. Una striminzita salvezza è ancora possibile, purché l’obiettivo non venga dato per scontato.
Insomma, è sempre tempo di lottare. Come s’è capito anche dagli altri risultati. Allo “Stirpe” la Reggina dell’ex

BARONI E NESTA ALLA PARI - Baroni mette alle corde il quotato Frosinone di Nesta, poi lo subisce per l’intera ripresa, ma alla fine porta a casa un pari prezioso. Un punto d’oro lo trova anche il Cosenza contro il Pordenone di Tesser che manda però sul palo un rigore con Diaw e poi non passa più anche per la capacità di Occhiuzzi di rimediare all’inferiorità numerica. Deve accontentarsi di un pari pure l’Ascoli di Sottil, ma il Chievo di questi tempi può far male e se non riesci a passare, meglio non fermarsi. Anche perché il segreto è sempre il perenne movimento, in campo e in classifica. Sale forte la Reggiana che si sbarazza del Vicenza e aspetta di sapere quanto vale una vittoria tanto agognata dopo vicissitudini inenarrabili.

L'EMPOLI CAMPIONE RISCHIA A LECCE - Eh sì, perché per capire gli effetti di questa ultima d’andata bisogna aspettare i posticipi. Ce n’è uno da A al Via del Mare dove il Lecce misura le proprie ambizioni con l’inarrestabile capolista Empoli già campione d’inverno complice il ko del Cittadella a Venezia. Dionisi teme l’effetto della scorpacciata di gol contro la Salernitana, ma a Corini manca Coda e Falco è già con la testa altrove e perciò non convocato. Gara da tripla. Proprio come negli altri due match. Stasera la Spal fa visita alla Cremonese rivitalizzata da Pecchia. Domani sera a Brescia, ancora senza Balotelli, Monza all’ennesimo crash test. Ma è Dionigi a rischiare di più!

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