Le prefiche di Nesta e le urla di Castori

Ancora arbitri sotto accusa: alla Salernitana negato un rigore al 92' contro la SPAL  dopo un errore dal dischetto di capitan Di Tacchio; al Frosinone uno all'88' contro il Monza. Ma Castori si ricandida comunque per la A direta e Nesta si riscatta. Messo sulla graticola dalla critica e ritenuto a un passo dall'esonero, il tecnico giallazzurro presenta un Frosinone orgoglioso e vivissimo che spaventa il Monza, poi lo rimonta e solo Di Martino gli impedisce di batterlo. Lo scatto di Dionisi in vetta: dopo 5 pari di fila piega la Reggina e allunga
Le prefiche di Nesta e le urla di Castori© LAPRESSE
di Tullio Calzone

Le prefiche che attendevano ansiose di sfilare per l’esonero di Nesta dovranno dismettere i vestiti a lutto e ricomporre le voci stridule e lamentose. Mentre i navigati tecnici già immaginati fantasiosamente alle porte della città, pronti a sostituire l’ex campione di Lazio e Milan, saranno costretti a disfare i bagagli, semmai li avessero davvero preparati. Perché questo Frosinone è vivo e torna a lottare ambizioso contro un Monza che mette ancora una volta in campo tutta la propria forza, ma poi si salva complice un rigore evidente non dato che nega ai ciociari una vittoria sostanzialmente meritata. Brocchi senza Balotelli e Boateng perde la grande occasione per eliminare forse definitivamente dalla lotta playoff una rivale pericolosa e attrezzata che può, evidentemente, colmare l’attuale gap con le altre grandi e tentare di ripetere lo straordinario finale della scorsa stagione, ma auspicabilmente con esito diverso. La mentalità messa in campo da Maiello e compagni e il recupero di un calciatore come Camillo Ciano alla causa può diametralmente capovolgere uno scenario determinato anche dal Covid. Proprio quello che attendeva anche la società del presidente Stirpe che ha scelto un ds come Angelozzi non solo per rifondare, anche per vincere. C’è tempo per riuscirci con prestazioni così è quasi scontato.

EMPOLI DI FORZA - Sceglie il timing giusto per tornare al successo la capolista di Alessio Dionisi che passa al “Granillo” di forza e riporta la Reggina alla sua dimensione reale: una squadra che deve salvarsi. Lo sa bene Marco Baroni che non ha mai incoraggiato ambizioni smisurate, invitando i suoi a concentrarsi sull’obiettivo primario: consolidare la categoria. C’è sempre spazio per eventuali sogni di gloria. Anche perché la vetta è sempre più un rompicapo alle spalle dell’Empoli che torna al successo dopo cinque pareggi consecutivi e tanti torti arbitrali patiti che non sono bastati a fargli perdere il primato. Una confusa bagarre rischia di diventarlo assai presto il torneo perché non mancano le sorprese e nessuno ha intenzione di mollare senza, tuttavia, lesinare gesti di grande umanità. Ne offre uno straordinario Paloschi all’Arechi calandosi a sistemare lo scarpino di Coulibaly in una gara intensissima dove anche Marino e Castori, amici rivali, raccomandano reciprocamente di non accendere inutilmente gli animi.

IRRATI ALLA SBARRA - Ci riesce alla fine Irrati negando un rigore ai campani che ne avevano sbagliato uno pochi istanti prima. Non basta un gol annullato dal noto Giua di Olbia per arrestare la voglia di salvezza del Pescara che passa a Cittadella a tempo scaduto e aggancia l’Ascoli naufragato contro l’emergente Pisa di D’Angelo. Un altro famelico antagonista per la A.

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