San Siro, via al dibattito pubblico: il caso stadio

Tre anni dopo aver presentato il progetto per il nuovo stadio, Milan e Inter sono ancora in piena bagarre per arrivare all’ok definitivo
San Siro, via al dibattito pubblico: il caso stadio© LAPRESSE
3 min
Antonio Vitiello
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MILANO - Tre anni dopo aver presentato il progetto per il nuovo stadio, Milan e Inter sono ancora in piena bagarre per arrivare all’ok definitivo. Oggi però comincia un percorso nuovo, inizierà infatti il dibattito pubblico che si articolerà complessivamente in 13 appuntamenti, tra cui cinque incontri pubblici, altri cinque incontri tecnici di approfondimento e due attività nel quartiere San Siro, in più ci sarà la relazione finale del coordinatore Andrea Pillon. Sono trascorsi tre anni da quel luglio del 2019 quando le due società presentarono il progetto iniziale, e sono mutate tante cose. Il Milan ha addirittura cambiato proprietà e presto potrebbe farlo anche l’Inter. Steven Zhang potrebbe abdicare e vedere il completamento del nuovo stadio da parte di una nuova proprietà, proprio com’è successo tra Elliott e Redbird. Il fondo americano di Jerry Cardinale è ancora più interessato al progetto rispetto alla famiglia Singer, afferma il presidente Paolo Scaroni: «E' ancora più convinta di Elliott sulla necessità che al Milan serva un nuovo stadio. Redbird sa cosa vuol dire avere uno stadio di proprietà. Elliott è un fondo finanziario, mentre Redbird ha come vocazione lo sport. La necessità di un nuovo stadio è quindi ora ancora più sentita», ha ribadito il presidente rossonero.

Ristrutturazione impossibile

La posizione dei due club è netta sul tema della ristrutturazione dell’attuale stadio Giuseppe Meazza. Tempi duri per i nostalgici, del vecchio impianto infatti potrebbero rimanere solo ricordi: «Ci sono vari motivi, ma mi limito a dire il motivo principale: come facciamo a giocare 50 partite più altri eventi con un mega cantiere in cui ogni sei giorni entrano 50 mila persone? Vi assicuro che questa cosa è impossibile e molto pericolosa», ha esclamato Scaroni senza giri di parole. «La ristrutturazione per noi è un'ipotesi impossibile. Quindi o facciamo il nuovo stadio a San Siro oppure lo facciamo da un'altra parte».

La scelta e le motivazioni

Il nuovo impianto costerà alle due società circa 1,3 miliardi di euro e potrà contenere dai 60 ai 65 mila spettatori. Ma soprattutto sarà una struttura “di rigenerazione urbana”, ha spiegato il Ceo Corporate dell’Inter, Alessandro Antonello. «Vorrei ricordare che questa diventerà una zona a traffico limitato, forse la più grande di Milano. Riteniamo il nuovo stadio possa essere un valore aggiunto non solo per i club ma anche per i cittadini. Abbiamo risposto alle ulteriori richieste che ci sono state richieste dal Comune. Siamo qui per far vedere il progetto aggiornato con le richieste fatte dall'amministrazione. Siamo in un dibattito pubblico anche per recepire suggerimenti». Milan e Inter hanno scelto il progetto dello studio Populous ma rispetto al vecchio rendering verranno effettuate modifiche sul design e sull’architettura finale dell’impianto: «Abbiamo scelto Populous perché ci piaceva la loro proposta architettonica. Ora siamo in una fase di studio di fattibilità, poi sulla situazione architettonica avremo tempo di pensarci durante la progettazione esecutiva», ha precisato il dirigente dell’Inter.

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