Sandro piange, Nicolò tra disperazione e tensione: il momento di Tonali e Zaniolo
Sandro Tonali è il ragazzo che dopo essere finito sulla bocca di tutti sembra essersi deciso a offrire un’ampia collaborazione imitando il collega Fagioli, il cui comportamento “conciliatorio” col lavoro degli inquirenti ha portato a un principio d’intesa con il procuratore Chiné. Fagioli, a questo punto, potrebbe scontare quasi un terzo della pena minima (1 anno sui 3 previsti) grazie alle tempistiche del patteggiamento pre-deferimento (50% di “sconto”) e alle attenuanti, come l’aver contribuito a una ricostruzione dettagliata di fatti e coinvolgimenti a più livelli. In questo scenario, a metà tra la tensione e la disperazione, sembra più defilato Nicolò Zaniolo. La procura della Figc interrogherà Tonali in questi giorni dopo l’audizione prevista con i pm di Torino in videocollegamento perché il ragazzo è a Newcastle, sfruttando il “momento emozionale” favorevole (le cronache raccontano di un Tonali disperato al punto da aver promesso di attivare un percorso di cura per la ludopatia), mentre l’ex romanista continua a far sapere di aver scommesso ma non sul calcio, senza quindi commettere un’infrazione del codice di giustizia sportiva. «La procura federale non si è mai fatta sentire, non ha notificato nulla perché non è sua competenza a meno che non ci sia ipotesi di scommesse sulle partite, cosa che escludiamo categoricamente» ha detto ieri Gianluca Tognozzi, il penalista che segue Zaniolo insieme all’avvocato Conte per l’ambito sportivo.
