Pagina 2 | Guardiola e il commosso ricordo di Mazzone: si emoziona in diretta tv

Il tecnico del Manchester City ha ricordato con affetto l'allenatore romano, che lo ha guidato al Brescia

"Un grande allenatore e una grandissima persona". Pep Guardiola, ospite di Fabio Fazio durante l'ultima puntata di Che Tempo che fa, ha ricordato con affetto Carlo Mazzone, che lo ha allenato al Brescia. Il tecnico del Manchester City si è emozionato riguardando alcune immagini dell'allenatore romano e si è divertito nel vedere la corsa sotto la curva dell'Atalanta, durante la sfida tra il Brescia e i nerazzurri. "Quando ho visto per la prima volta Mazzone  mi sono detto 'è questo il mio allenatore?'. Lui era uno vecchia scuola, di pelle, ironico... La vita è viaggiare e muoversi, ti ricordi delle persone che incontri. La prima volta mi ha detto: 'Aho, nun te volevo qui'. Poi siamo sempre stati molto legati ed insieme nei momenti importanti".".

Mazzone e il cane di Roberto Baggio

Guardiola ha poi salutato Roberto Baggio, in collegamento video, ed insieme sono tornati a parlare di Mazzone, ricordando un curioso episodio: "Aveva il terrore dei cani. Una volta Roberto (Baggio ndr.) è arrivato con il suo labrador in allenamento". L'ex numero dieci della Nazionale ha svelato cosa gli disse Mazzone in quell'occasione. "Quando è saputo che era il mio, ha detto: Facciamolo giocare, diamogli un biscottino".


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Guardiola, il futuro e le canzoni di De Gregori

Guardiola ha poi parlato del suo futuro: "Lasciare il City? Non è vero. Devo riflettere. Nuovo allenatore dell'Inghilterra? Neanche questo è vero. Se avessi deciso lo direi. Neanche io lo so". Poi, scherzando, aggiunge: "Se Roberto Baggio mi accompagna vengo in Italia come suo assistente". Parlando della nuova formula della Champions League, Guardiola dichiara: "Non l'ho capita neanch'io. Vedremo come è andata a fine stagione". Lo spagnolo conserva un ricordo speciale di Johan Cruijf: "Non mi immagino il mio percorso nel calcio senza la figura di Cruijff. Mi ha insegnato tanto a livello tattico ma soprattutto l'intuizione che anche se qualcosa va male significa che deve venirne una buona. Era un genio. Mi ha fatto innamorare del calcio". Chiusura dedicata ad una curiosità: "Ho imparato l'italiano grazie alle canzoni. Mi ha aiutato tantissimo Francesco De Gregori con i suoi brani. La mia preferita è La storia siamo noi".


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Guardiola, il futuro e le canzoni di De Gregori

Guardiola ha poi parlato del suo futuro: "Lasciare il City? Non è vero. Devo riflettere. Nuovo allenatore dell'Inghilterra? Neanche questo è vero. Se avessi deciso lo direi. Neanche io lo so". Poi, scherzando, aggiunge: "Se Roberto Baggio mi accompagna vengo in Italia come suo assistente". Parlando della nuova formula della Champions League, Guardiola dichiara: "Non l'ho capita neanch'io. Vedremo come è andata a fine stagione". Lo spagnolo conserva un ricordo speciale di Johan Cruijf: "Non mi immagino il mio percorso nel calcio senza la figura di Cruijff. Mi ha insegnato tanto a livello tattico ma soprattutto l'intuizione che anche se qualcosa va male significa che deve venirne una buona. Era un genio. Mi ha fatto innamorare del calcio". Chiusura dedicata ad una curiosità: "Ho imparato l'italiano grazie alle canzoni. Mi ha aiutato tantissimo Francesco De Gregori con i suoi brani. La mia preferita è La storia siamo noi".


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