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Milan, quanto costa cambiare

I rossoneri cedono Thiaw al Newcastle per una cifra notevolissima: leggi il commento di Franco Ordine sul Corriere dello Sport-Stadio
Franco Ordine
Franco Ordine

4 min

Pubblicato il 10.08.2025, 09:38

La news non è di quelle che possono passare sotto silenzio. Malick Thiaw, tedesco, difensore centrale, 24 anni appena compiuti, è in partenza per Newcastle alla cifra, notevolissima, di 40 milioni complessivi (adesso anche i ragionieri del web sommano la parte fissa ai bonus di facile raggiungimento, con Reijnders -55 più 17- sono stati un po’ restii; ndr).

Cessione Thiaw: doppia svolta

È una mossa sul mercato del Milan che segna una svolta sotto i due profili, finanziario innanzitutto e poi tecnico. Prima osservazione: fu un colpo di fortuna il no pronunciato dal diretto interessato alla proposta del Como (25 la valutazione di quei giorni, prima dell’avvento di Allegri). Seconda riflessione: con la sua partenza bisognerà investire la somma sul mercato per completare il quartetto dei difensori centrali e l’obiettivo sembra essere il giovanissimo Leoni, poche presenze da titolare in Serie A, salito alla ribalta per l’attenzione dei ct Spalletti e Gattuso e per le indiscrezioni giornalistiche riferite all’interesse interista. Da queste premesse si possono spiegare le prime reazioni di segno positivo registrate nel mondo Milan e quelle polemiche pubblicate sui social di tendenza neroazzurra. Il mio personale punto di vista è diverso e provo a spiegarne la ratio partendo dal giudizio che proprio Max Allegri aveva firmato dopo aver allenato per 2-3 settimane Thiaw a Milanello. Non discuto l’affare sotto il profilo economico. Anzi, per dirla tutta, sul punto osservo che mai in passato il Milan americano è stato così pronto e capace di cedere al meglio i propri calciatori. E se questa caratteristica comincia a emergere con l’avvento di un ds esperto come Tare (prima di Thiaw, la cessione di Emerson Royal in Brasile è un piccolo capolavoro) non è una banale coincidenza. Discuto quindi l’aspetto tecnico in un senso che sembra sfuggito ai più.

Cambiare tanto a ogni sessione è un rischio

E cioè: se un team, come il Milan, continua a cambiare, durante ogni sessione di calcio-mercato, dai 10 ai 12 calciatori in rosa con un turn over così massiccio, risulta complicato strutturare una squadra che è fatta anche di conferme, di gente che conosce perfettamente idee e schemi dello staff tecnico e che “stanno bene insieme” come ebbe a svelare Ambrosini parlando del Milan di Ancelotti. È vero: Allegri e i suoi collaboratori sono appena arrivati a Milanello ma è altrettanto documentato che una squadra che si appresta a cambiare 5-6 titolari del proprio schieramento titolare sui 10 di movimento (i due terzini più uno dei centrali, poi due centrocampisti su 3 e infine aggiungendo un centravanti a Gimenez) ha bisogno di tempo per diventare gruppo, cementare intese e rapporti personali. C’è però un altro dettaglio che non mi è sfuggito ed è il seguente: un allenatore, come Allegri, può anche provare a “blindare” un calciatore (Thiaw in questo caso) ma se l’interessato e soprattutto i suoi agenti, ingolositi dalla convenienza economica dell’operazione, sottoscrivono il proprio assenso al trasferimento allora diventa difficile per chiunque dire no. E in questi giorni abbiamo sotto gli occhi la vicenda Lookman che ne è plastica conferma.

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