Buffon e Barzagli in posa con la maglia della Juve: testimonial inopportuni
È noto da sempre nel calcio come nella vita amorosa: al cuore non si comanda. E dinanzi alla news circolata ieri con tanto di book fotografico della presentazione della terza maglia (color verde) della Juve con la partecipazione straordinaria di Gigi Buffon e di Andrea Barzagli, il primo pensiero è stato esattamente questo. Quando mamma Juve chiama, lo juventino risponde. Poi a ben riflettere interviene una banale considerazione di merito: ci dispiace molto ma si tratta di un errore. Non della Juve che ha proposto, ma dei due professionisti che hanno accettato di partecipare a quel battesimo. E il motivo è semplicissimo. Uno, Gigi Buffon, è il capo delegazione del club Italia, è il protagonista politico della recente scelta del ct Rino Gattuso nel cui staff ha inserito Leonardo Bonucci, un alto dirigente della Figc. L’altro, Andrea Barzagli, in predicato di trasferirsi durante l’estate presso lo staff tecnico di Max Allegri al Milan, ha poi declinato l’invito perché dirottato a collaborare con Silvio Baldini, appena nominato ct dell’under 21 (reduce tra l’altro da due successi beneauguranti). Quando si veste la divisa azzurra della Nazionale non bisogna assolutamente disconoscere o rinnegare il proprio passato né la carriera luminosa vissuta nel club bianconero ma non si possono mettere le proprie firme su una iniziativa che è tra l’altro di natura commerciale, il lancio della terza maglia. Nessuno di noi, sul punto, immaginerebbe un giorno Rino Gattuso invitato a casa Milan per indossare la nuova terza maglia (gialla) del club rossonero dove il neo ct ha vinto praticamente tutto da calciatore, molto meno da allenatore ma in un periodo storico completamente diverso (si ritrovò a mezzo servizio tra la fine dell’era Fassone-Mirabelli e l’inizio di quella Boban-Maldini). Non è nemmeno una questione formale ma di rispetto dell’etichetta istituzionale. Sul punto c’è stata una spiegazione della Figc (i due sono testimonial Adidas a titolo personale) che non toglie nulla dell’imbarazzo alla vicenda.
