
De Bruyne, torna a "casa". Il cammino in Champions del Napoli parte dalla sua Manchester
Comunque vada sarà una grande emozione. E non potrebbe essere altrimenti perché domani Kevin De Bruyne tornerà a Manchester, sponda City. In una città, ma soprattutto uno stadio che non sarà mai come gli altri. Un luogo che sa di casa perché la sua storia d’amore con i Citizens è fatta di 18 trofei, 108 gol e 177 assist in 422 presenze. Mettere da parte le emozioni non sarà facile, ma dovrà farlo. E allora vanno bene gli occhi lucidi, quel pizzico di commozione, ma poi Kevin dovrà prender per mano la sua nuova squadra, quel Napoli che ha conquistato in poco tempo e che sta già provando a trasformare in casa. L’obiettivo sarebbe bissare lo Scudetto dello scorso anno (diventerebbe il quinto della storia del club) e andare il più avanti possibile in Europa e per farlo, il percorso in Champions ripartirà da quell’Etihad che lo ha visto crescere e affermarsi come uno dei centrocampisti più forti dell’era moderna.
De Bruyne, la sua Manchester
Intanto a quattro mesi dall’addio commovente al City, De Bruyne torna dove andò via tra la standing ovation e le lacrime di tutti. Pep Guardiola compreso. "Manchester è casa — disse il belga durante i suoi saluti — dove sono nati i miei figli. Sono venuto qui per rimanere a lungo, ma non pensavo di rimanere dieci anni. Abbiamo vinto tutto con i miei compagni, abbiamo fatto crescere questo club e ora toccherà a loro mantenere questo livello”. Un’eredità pesante quella lasciata da Kevin che trasferendosi a Napoli ha provato anche a uscire dalla sua comfort zone. Chi lo conosceva dai tempi di Manchester lo definisce come schivo e riservato, due caratteristiche che difficilmente si sposano con una città passionale come Napoli. In Inghilterra era tutto casa e lavoro, viveva in una super villa a Wilmslow, fuori città, un posto per ricchi dove abitavano diversi suoi compagni. I figli frequentavano la scuola internazionali e quando poteva li accompagnava. Poi il resto della giornata la passava all’interno dell’Etihad Campus, il centro sportivo, dove c’è già anche una strada che porta il suo nome: la De Bruyne Crescent. Una via nella quale è esposto anche il mosaico che il club ha voluto dedicargli. Un tributo che viene riconosciuto solo a chi viene considerato una leggenda del City e Kevin lo è stato. Per questo sarà difficile trattenere le emozioni domani. Ma quando l’arbitro fischia esistono solo compagni e avversari, De Bruyne lo sa e tenterà il colpaccio con il suo Napoli per provare a recitare un ruolo da protagonista non solo in Serie, ma anche in Champions.
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