Bufera in Inghilterra: la storia dei folli insulti e delle critiche a Salah perché segna poco con il Liverpool
Dieci anni - e un mese fa - Momo Salah contro il Sassuolo segnava il suo primo gol con la Roma. Una partita, contro l'avversario che i giallorossi ritroveranno domenica, storica perché era quella dei 300 gol di Totti (dedicati a Ilary Blasi incinta della terza figlia, Isabel, ma lo sapevano in pochissimi) e anche del primo centro in A di Matteo Politano, all'epoca in neroverde e oggi campione d'Italia con il Napoli. Salah alla Roma rimase due anni, è stato l'ultimo giocatore della storia a cedere il posto proprio a Totti in Roma-Genoa (e anche questa è storia) prima di essere ceduto al Liverpool. Se a Firenze si era ritrovato e a Roma era esploso, a Liverpool l'egiziano si è consacrato nel vero senso della parola. Ha vinto tanto, ha segnato praticamente sempre perché pur senza essere una prima punta ha realizzato finora 248 gol in 413 presenze. Ha segnato quasi nel 60% delle partite, ha gonfiato la rete ogni 135' quindi ogni partita e mezzo. Un giocatore totale, incredibile, che, forse, avrebbe anche meritato il Pallone d'oro. Eppure, visto che tutto il mondo è paese e in questo stesso mondo la riconoscenza è dote rara, Salah da qualche settimana è oggetto in Inghilterra di critiche pesanti, addirittura insulti e commenti a dir poco folli. Il motivo? Ha iniziato "male" la stagione. E per male si intendono 3 gol e 3 assist in 12 partite. Praticamente tutto quello che ha fatto insieme l'attacco della Roma, ma questa è un'altra storia. Quella di Salah è talmente surreale che il suo allenatore, Slot, è stato costretto ad intervenire e ha detto: "Tutti i giocatori attraversano un periodo difficile: sprecano occasioni, e lui è un essere umano, anche se non siamo abituati a vederlo fallire occasioni da gol. Ci sono stati parecchi cambiamenti nella squadra, e dobbiamo adattarci. La cosa più importante - ha detto il tecnico olandese in conferenza stampa prima della partita contro il Brentford - è che ha sempre segnato gol per il Liverpool, e l'ultima cosa di cui mi preoccupo è che segni di nuovo. Lo ha fatto per tutta la vita, e spero che lo faccia di nuovo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi". Basterà?
Salah, le feroci critiche: "È l'ombra di se stesso"
Di certo le critiche per il campione egiziano, 33 anni compiuti a giugno, sono feroci. C'è chi lo definisce "finito", chi "l'ombra di se stesso" e chi crede che non debba più essere considerato "un titolare inamovibile del Liverpool". La voce è quella di Jamie Carragher, bandiera dei Reds e oggi stimato, anche se a volte controverso, opinionista televisivo: "Penso che siamo a quel punto in cui Mo Salah non dovrebbe essere un titolare garantito ogni settimana. Penso che questo sia un vero enigma per l'allenatore in futuro. Non credo che Salah dovrebbe essere come Virgil van Dijk, che è il primo nome in lista. Salah non sta giocando bene, è una figura leggendaria, uno dei più grandi giocatori di sempre in Premier League, direi. Ma ora è a un punto in cui non credo che dovrebbe essere una garanzia assoluta che parta titolare in ogni partita, soprattutto in trasferta". Cosa farà Slot? Finora ha sempre dato fiducia a uno dei suoi leader in Premier dall'inizio, mentre in Champions è subentrato, nelle ultime due, solo nei minuti finali. Una rarità, per un giocatore che nei primi 8 anni in Inghilterra ha giocato, nazionale eslusa, una media di 50 gare a stagione con una media di 30 reti a stagione. Numeri incredibili, clamorosi, ma evidentemente non sufficienti per tutti. Il calcio, come la vita, ha la memoria corta.
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