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Ventura esclusivo: "Nei derby col Torino ho subito scorrettezze. Nazionale? Un delirio"

L’ultimo allenatore dei granata a imporsi contro la Juve, 10 anni fa, tra ricordi e sfoghi: "Col Var ne avrei vinti di più"
Ivan Zazzaroni

Pubblicato il 08.11.2025, 07:33

«Hai sbagliato numero?», con risatona alla Ventura.

Sì, cercavo Simona.

«Sono Simona di notte e di giorno Gian Piero». Lo ritrovo in ottima forma, il buonumore di sempre. «Non ti sei fatto sentire per sei anni» dice. Non mi rimprovera, ma ho voglia di rispondergli che «sono andato a letto presto».

Gian Piero, sul cellulare ho conservato un tuo messaggio di nove anni fa. Credo che non avessi gradito un mio articolo.

«Cosa scrissi?».

Testuale: «Non ero affatto nervoso, era una semplice puntualizzazione per mettere fine a un continuo, stupido confronto. Da un amico mi aspetto un aiuto e non del mangime per tutti quelli che vivono per polemizzare».

Ride. «Mi ci ritrovo».

Tra pochi giorni, il 12, saranno trascorsi quattro anni dalla tua decisione di ritirarti. Ultimo domicilio conosciuto, Salerno.

«Sono rifiorito, Ivan. Ho chiuso per tre ragioni. Primo, a Salerno ho capito che la direzione presa dal calcio non era la mia».

Secondo?

«L’aspetto anagrafico, dopo quarantacinque anni con momenti bellissimi e altri meno piacevoli. E terzo...».

Sentiamo.

«Volevo godermi mia moglie, non diventare uno di quei mariti che si addormentano davanti alla tv. Sono un tipo iperattivo, mi alleno tutti i giorni, vado a correre, palestra, bici, golf».

I soldi non mancano.

«Se lo dico a Luciana ne approfitta». Una breve pausa e poi: «Lei mi ha cambiato la vita». 

Quanti anni ha meno di te?

«Trenta, mi sembra».

Ti sembra?

«L’ho conosciuta a Bari quando allenavo il Bari. Insieme da dieci anni. Ha tanta voglia di vivere e di fare, me l’ha trasmessa. Vado a duemila. Luciana mi mantiene acceso, sono fortunato».

Nel pieno della tua seconda vita.

«Sul piano sentimentale, sì. Obiettivamente è tutto molto positivo».