Per De Rossi buona la prima al Genoa, ma con la Fiorentina finisce 2-2
INVIATA A GENOVA - Non potevano risolvere tutto in pochi minuti o pochi giorni, De Rossi e Vanoli. Ma una cosa l'hanno trasmessa ai loro giocatori: Genoa e Fiorentina sono due squadre vive. Concretizzano poco, rischiano troppo, si vede che il pesantissimo avvio di stagione ha lasciato strascichi per entrambe. Ma il 2-2 con cui chiudono i 90' di Marassi (primo tempo più noioso, secondo più intenso) dice una cosa: per la salvezza ci sono anche loro. E non è poco, viste le premesse.
De Rossi al debutto con il Genoa, cosa è successo
Il Ferraris è tutto esaurito: ci sono oltre 31mila tifosi del Genoa, gli ospiti sono poco meno di mille. C'è il sole, ma il vento è gelido ed è - dicono da queste parti - la prima vera domenica d'inverno. Nel primo tempo succede tutto in pochi minuti: il Genoa, schierato 3-5-2 a specchio come la Fiorentina, passa in vantaggio con Ostigard al 15', bravo ad intercettare perfettamente la punizione tagliata di Martin. Dopo un controllo al Var la rete è convalidata e De Rossi in tribuna tira un sospiro di sollievo. Neanche 5' e la Fiorentina pareggia: ingenuità di Colombo in area, tocco di mano dopo un calcio d'angolo, rigore netto che il grande ex Gudmundsson trasforma perfettamente di destro. Non riesce a fare la stessa cosa Colombo: altro tocco di mano, stavolta di Ranieri, rigore che Guida concede solo dopo averlo rivisto al Var, l'attaccante si fa respingere il tiro, non irresistibile, da De Gea. Il Genoa accusa il colpo, le imbucate della Fiorentina, guidata da un Vanoli indiavolato in panchina (si prende anche un giallo per proteste) si fanno sentire e al 12' Piccoli porta in vantaggio la Viola, servito magistralmente da Sohm. Il botta e risposta è simile a quello del primo tempo visto che al 15' arriva il pari di Colombo (ancora lui..), che si fa perdonare l'errore di poco prima (l'arbitro lo convalida dopo un controllo al Var per possibile tocco di mano di Ostigard). Alla mezzora Leali bravo su Piccoli, cresciuto col passare dei minuti, ma il risultato non cambia più. La stanchezza inizia a farsi sentire, Genoa e Fiorentina si danno battaglia ma perdono una marea di palloni in mezzo al campo. Vanoli si infuria nella sua area tecnica (spesso fuori), De Rossi nel suo box sembra un leone in gabbia. Il sole inizia a calare, uno degli stadi più belli d'Italia accende i riflettori, ma nei 5' di recupero non succede niente di pericoloso. Perché, alla fine, la paura di non perdere ha la meglio sulla voglia di vincere. Ma, dopo la sosta, i punti dovranno arrivare: la Fiorentina è ultima è a cinque, il Genoa terzultimo a sette.
