Testa e cuore per la A: tocca a Inzaghi e Alvini
Chi sbaglia paga un prezzo altissimo. Devono averla ripetuta allo sfinimento Giovannino Stroppa e Paolo Bianco, questa che è sempre una regola d’oro. Figuriamoci ora, mentre entra nel vivo la volata decisiva per la promozione diretta. Non sono consentiti colpi a vuoto o passi falsi, anche se gli inciampi sono praticamente dietro ogni angolo e qualsiasi avversario può diventare un nemico insidioso. E allora non basta un Avellino prudente a frenare ancora il Venezia, già imbrigliato da Castori e ostinato a non perdere la vetta. Anche perché il Monza non molla di un centimetro nel primo turno infrasettimanale di marzo, una variabile che potrebbe far emergere limiti strutturali o risorse nelle rose di tutte le antagoniste in gioco. Ovviamente è inutile guardare allo scontro diretto in programma tra veneziani e brianzoli prima della sosta di fine mese, quando qualche calcolo forse si potrà anche fare. Ma prima c’è da scalare una montagna sempre più faticosa e impegnativa, e fare programmi è sconsigliato. Anche perché i protagonisti in gioco si moltiplicano. Chi non ha considerato potenzialmente in corsa Castori potrebbe, ad esempio, aver commesso un errore clamoroso. Perché questo Südtirol sembra, giornata dopo giornata, più rodato e, da sempre, le squadre del tecnico marchigiano alla distanza diventano puntualmente micidiali per mentalità e fisicità. Chiedere alla Reggiana per farsi un’idea. Ma anche con il Palermo e con lo stesso Venezia lo si era capito benissimo. Variabile Castori, dunque, almeno per il perimetro playoff a cui resta incollato il Cesena, nonostante la quarta sconfitta accompagnata da un solo pareggio nelle ultime 5 giornate. Oggi tocca ad altre due protagoniste in vetta: il Frosinone e il Palermo. Alvini incrocia il Pescara, rivitalizzato da Lorenzo Insigne e già capace di impartire una sonora lezione a Inzaghi. Per restare col fiato sul collo delle due battistrada non può fare altro che vincere, tra l’altro dopo aver rischiato di perdere contro Empoli e Catanzaro, godendo poi per due rimonte non scontate ma bellissime. Freme SuperPippo, che non disperde il lavoro fatto sinora per una sconfitta inattesa contro l’ultima della classe. La gara col Mantova, impegnato a salvarsi, è una grande opportunità, ma si porta dietro anche qualche rischio. Perché non esistono partite vinte senza scendere in campo con la testa giusta e il cuore in mano. Proprio no!
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