Malagò incassa e riparte: è iniziato il suo tour elettorale
La Serie A ha scelto Malagò per la Federazione. Ma Malagò ancora non ha sciolto le riserve, almeno ufficialmente. Ieri, l’ex-numero uno del Coni si è presentato davanti ai club del massimo campionato: un incontro messo in calendario per mettere insieme le idee, ma anche per trasmettergli in maniera diretta il sostegno, dopo l’investitura a distanza. «Mi hanno dato fiducia, ma bisogna darla veramente», ha precisato Malagò, aggiungendo poi di non avere «ancora nessuna certezza di portare avanti la candidatura. Lo farò soltanto dopo aver incontrato le altre componenti. Non credo che basterà questa settimana. Anzi, penso che arriveremo, non dico a ridosso del 13 maggio, ma quasi. Anche perché poi sarà importante parlare con il ministro Abodi. Se le altre componenti non sono d'accordo, ringrazierò la Serie A e mi fermerò».
Malagò, nessun compromesso: avanti nel segno del "convincimento"
NO PERSONALISMI. In realtà, Malagò si sente l’uomo giusto per affrontare questo incarico. Ritiene di essere in grado di fare bene. Ma ha la necessità di capire chi effettivamente sarà dalla sua parte. Chiaro che non possa avere una maggioranza bulgara in stile Gravina, ma, in particolare, le posizioni di Calciatori e Allenatori saranno fondamentali. Non essere il candidato di tutti potrebbe essere perfino di aiuto, non obbligando ai compromessi che l’ex-presidente del Coni ha affermato di voler ridurre: «Secondo me la parola "compromesso" va sostituita con "convincimento". Non bisogna arroccarsi sulle posizioni. Occorre che il calcio, a iniziare dalla Serie A, metta da parte i personalismi, perché deve meritarsi di essere considerato in modo diverso anche a livello istituzionale, come hanno dimostrato altre discipline».
De Laurentiis, no alla candidatura di Abete
ADL NO AD ABETE. A proposito dell’incontro con i dirigenti, Malagò ha spiegato di aver «visto tanti amici. E Simonelli mi ha consegnato un documento con alcuni punti su cui nei giorni scorsi c'è stata un'evoluzione». Nonostante l’intervento dello stesso Simonelli («Le società a favore sono passate da 19 a 19 e mezza, 19 e 3/4»), Lotito non ha cambiato idea e non si tratta di essere contro la figura di Malagò. Infatti, davanti ai "colleghi", gli ha detto di vederlo bene come commissario. Sull’appoggio di De Laurentiis, invece, non ci sono dubbi. «Dal mio punto di vista, è il benvenuto – ha affermato il presidente del Napoli - Nessuno più di un imprenditore che fa impresa e che non fa presa può aggiustare le cose che non funzionano. L’ho chiamato in prima persona per dirglielo. Siamo anche stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio». Sull’onda, Adl ha "cassato" Abete: «È un carissimo amico, è un signore che io rispetto. Però non è la persona adatta a fare questo lavoro».
Come dare più spazio ai calciatori italiani
ITALIANI. Già ma quali sono i piani di Malagò per il calcio? Ieri non ha voluto entrare nei dettagli, ma le richieste da parte della Serie A sono note da tempo. Su un aspetto, però, ovvero come dare più spazio in campo ai giocatori italiani, ha dato qualche indicazione. «Su questo c'è chi la pensa in un modo e chi in un altro, ma è una tema cruciale. Bisogna trovare un punto di mediazione tre le leghe e la federazione».
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