Il caso-Zappi ai titoli di coda, l’AIA non può continuare allo sbando: ecco le mosse
Commissariati. Non ancora, serve l’intero Consiglio Federale, già programmato per mercoledì 13 maggio (giorno della finale di coppa Italia Lazio-Inter). E perché anche il Coni deve metterci la ceralacca. Ma alcuni indizi, non bastassero le prove di una governance dell’Aia che potrebbe prendere decisioni vincolanti per i prossimi due anni, visto che in caso di elezioni potrebbero non essere più loro alla guida degli arbitri, danno la (quasi) certezza che sarà così. L’Aia sarà commissariata. L’ultimo atto è arrivato ieri, con l’ordine del giorno del prossimo Consiglio federale: al punto 4, «dichiarazione di decadenza del presidente nazionale AIA assunta dal Comitato Nazionale AIA: provvedimenti conseguenti».
Una frase di routine, certo. Ma in casi normali, il CF dovrebbe solo ratificare la decadenza dell’ex presidente Zappi (condannato da tre gradi di giudizio a 13 mesi), per renderla efficace. Quindi, un solo «provvedimento conseguente». Qui, evidentemente, potrebbero essere più di uno (decadenza più commissariamento, nomina commissario/commissari e eventuali vicecommissari), oltre al fatto che è una frase rituale che lascia tutto aperto. Si spiegherebbe, così, anche la frase che il vice Affinito ha detto martedì nel corso del Comitato Nazionale: «È l’ultimo Comitato Nazionale di cui faremo parte». Indizi che fanno la prova.
Aia, le motivazioni
Che l’Aia sia stata portata allo sbando è evidente. Il presidente (Zappi) inibito per 13 mesi per «indebite pressioni» per nominare Orsato (sotto indagine alla procura federale) e Braschi al posto di Ciampi e Pizzi, nomine avallate dall’intero Comitato Nazionale che, non essendosi dimesso martedì quando ha dichiarato la decadenza del proprio numero uno, in linea teorica potrebbe scegliere i prossimi Direttore tecnico (figura nuova, mai prevista prima) e designatori per i prossimi due anni, senza preoccuparsi - anche moralmente - che potrebbero essere una scelta lontana da quanto le urne esprimeranno dopo le elezioni.
Ma è l’intero sistema che va cambiato, l’Aia democratica ha fallito, bisogna rivedere pesi e misure, modalità di scelta, staccare la politica dalla tecnica, per evitare che succeda cioè che è successo (con gravità crescente) negli ultimi 10/15 anni. E che potrebbe succedere a breve: in caso di elezioni, l’attuale governance, per quanto decapitata, potrebbe ripresentarsi legittimamente, ma essendo ancora in sella, il rischio che nomine tecniche si confondano con voti è reale. D’altro canto, Zappi doveva riconoscenza a Orsato e Braschi, suoi grandi elettori.
I nomi per il futuro
Il nome della prima ora, ovvero Nicola Rizzoli, potrebbe non essere più il nome forte. Su di lui ci sarebbero delle riflessioni in corso, non si vuole correre il rischio di far rientrare dalla finestra chi è stato fatto uscire dalla porta. Martedì, nelle ore del Comitato Nazionale, è spuntato anche il nome di Carlo Pacifici, come commissario amministrativo: la sua esperienza come reggente del dopo Trentalange non ha incrinato i rapporti con la Figc. C’è tempo fino a mercoledì prossimo.
