Bove agli 80 anni della sua Boreale: tra scaramanzia e felicità, le sue parole tra derby, Dybala e Cobolli...

Edoardo (insieme ai dirigenti di Casa Viola e al papà) si racconta dopo essere tornato a giocare a calcio
Chiara Zucchelli
6 min

"Mi vedete col vestito, no? So' elegante...". Ha ragione, Edoardo Bove. Abito scuro (ma senza cravatta), mocassini Prada, sorriso dei giorni migliori. Un anno fa, di questi tempi, Bove si allenava da solo ("in sicurezza e con un preparatore, mi raccomando scrivetelo") sul campo della sua Boreale. Ne è socio e anima, il papà, che lavora nel club, scherzando lo chiama "il mio amministratore delegato", tutte le persone lo guardano come un figlio di questo club, oltre che un dirigente. Oggi Bove è tornato a giocare a calcio, al Watford: si gode qualche giorno di vacanza, tra un mese ripartirà perché in Inghilterra i ritiri iniziano presto. Vive a Londra, nello stesso palazzo di Calafiori ma ancora non sa se lo andrà a vedere a Budapest per la finale di Champions contro il Psg. Un po' per scaramanzia, un po' per necessità di prendersi un necessario periodo di riposo. Prima, però, c'è la conferenza per gli 80 anni della Boreale. La conferenza è a Casa Viola, adiacente al Don Orione, via della Camilluccia: il Vaticano da una parte, l'Olimpico dall'altra. 

Boreale, la festa per gli 80 anni

Per celebrare il traguardo è prevista una una grande giornata di festa: il 7 giugno prossimo, sotto il Patrocinio del Comune di Roma, il Centro Sportivo CasaViola aprirà infatti le porte a una serie di iniziative, che vedranno coinvolti tesserati, ex calciatori, dirigenti di ieri e di oggi, assieme a tutti gli amici della famiglia viola. Nella circostanza sarà allestito un vero e proprio villaggio dello sport, composto da una serie di stand che ospiteranno una mostra fotografica dedicata alla storia del Club, la Coppa Italia Regionale conquistata proprio quest’anno, oltre ai gadget speciali e ai kit della prossima stagione. Inoltre, i ragazzi della scuola calcio daranno vita a tornei e sfide di abilità, mentre gli atleti delle categorie superiori si esibiranno in una gara sui calci di rigori. Nella stessa giornata è prevista la finale del torneo Passi, dedicato alla categoria 2013 e intitolato al primo, storico, presidente della Boreale. La giornata culminerà con una partita tra leggende del Club, vecchie glorie che affronteranno una squadra composta dagli attuali tecnici. Nella cerimonia di chiusura saranno consegnati premi speciali a chi ha svolto un ruolo speciale in questi 80 anni di storia. “La Boreale è nata nel 1946 e negli anni difficili del dopoguerra ha utilizzato il gioco del calcio per distogliere i ragazzi più poveri dalla strada, cercando di insegnare loro che nella vita ogni tipo di risultato può essere raggiunto solo con il rispetto delle regole, la serietà e la costanza - ha dichiarato il presidente della Boreale, Leandro Leonardi, richiamando le origini del Club -. Oggi conserva lo spirito e i principi con cui è nata". Tra un aneddoto e l'altro, bello sottolineare come Bove abbia parlato dell'importanza del primo soccorso ("ce ne occupiamo e non solo per quello che è successo a me") e suo padre si sia soffermato sull'importanza dello studio: "Con Edo abbiamo sempre fatto questo patto: giocare a calcio sì, ma studiare anche. E mi piace che anche per i nostri ragazzi sia così".

Bove, tutte le sue parole: che stima per Dybala

Terminata la conferenza, Bove si è raccontato in questo momento particolarmente sereno della sua vita. "La Roma in Champions? Lo spero chiaramente per la piazza e per i miei compagni, ma non parliamo prima. La partita di ieri è stata molto importante". Guardando al derby di domenica ha invece aggiunto: "Sabato sarà il mio compleanno, speriamo domenica in un regalino…". Se sarà allo stadio o meno non lo dice, però una cosa l'ammette: "Non so ancora se andrò, preferisco vederlo da casa, sono più tranquillo". Poi i messaggi ai suoi ex compagni della Fiorentina per la salvezza ottenuta e un bilancio sulla suo ritorno in campo in Inghilterra: "Era la prima volta che vivevo fuori dall'Italia e mi sono trovato bene. Il calcio è un po' differente, soprattutto nell'intensità. Giocare lì era un mio obbiettivo per mettermi alla prova, ora vediamo cosa succederà in futuro. Continuo a sentire molte persone, mi piace mantenere i legami che si creano. Sento anche José Mourinho: le esperienze condivise non si dimenticano. Come non dimentico per esempio Paulo Dybala, un campione che mi è stato sempre vicino: è uno dei più forti con cui ho giocato e da uno così forte ti aspetti sempre un pizzico di presunzione. Invece lui è straordinario. Poi il suo futuro non lo so...".

Bove stasera da Cobolli

Dal calcio al tennis, Bove ha parlato anche del rapporto strettissimo con Flavio Cobolli, suo amico ed ex compagno nelle giovanili della Roma: "Prima volta sul Centrale, grandissima emozione, per assurdo gli Internazionali sono un torneo dove è difficile trovare biglietti. Lui ne ha pochi e mi fa questo regalo oggi: sono contento. Penso che Flavio possa arrivare in fondo, non gli voglio mettere pressione ma migliora in modo incredibile. È motivo di grande esempio per tanti ragazzi e per me: gliel'ho scritto, tramite il lavoro sta raggiungendo un livello sempre più alto".

 


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