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Baggio: "Quando vado a letto penso al rigore contro il Brasile e mi dico..."

Il Divin Codino non dimentica più quell'errore dal dischetto a Pasadena nel '94: "Se per qualche motivo non riesco a dormire il pensiero torna a quel giorno"

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Pubblicato il 14.05.2026, 18:43

Una vita dedicata al calcio, l'amore della sua vita. A volte, persino una malattia: "Per me esisteva solo il pallone, io ricordo che mangiavo a tavola col pallone e mio papà mi sgridava, ma io avevo paura che qualcuno me lo rubasse. Era una malattia". Roberto Baggio non dimentica il suo rapporto sin da bambino con lo sport della sua vita e, parlando al Salone del Libro in occasione della presentazione del suo libro 'Luce nell'oscurità', spiega: "Io volevo giocare a calcio 24 ore al giorno, già andare a dormire era tempo perso. Mi divertivo, era qualcosa di cui non riuscivo a fare a meno. Anche in casa nel corridoio con la pallina da tennis era un modo per giocare. Non riuscivo a stare fermo".

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Il segreto di Baggio

Dato che "mi ero fatto male pesantemente ogni giorno in cui mi allenavo e giocavo, mi dicevo: 'sei stato fortunato anche oggi'. Per cui mi sono alimentato di questa cosa. Gli infortuni e le sofferenze in questo ti fanno crescere. Io sapevo 'oggi gioco, ma domani?'. Questo pensiero mi ha accompagnato per tutta la carriera, ogni giorno era un giorno regalato", prosegue il Divin Codino.

Quel rigore maledetto

Baggio poi ricorda quel maledetto rigore contro il Brasile durante i Mondiali del '94: "Quando vado a letto, se prendo sonno subito non ci penso ma se magari per qualche motivo non ci riesco poi il pensiero torna a quel giorno. E mi dico 'pensa se fosse finita diversamente quanto sarebbe stato bello'".