Real e Inter, i due modi: c’è Champions e Champions
Il torneo è lo stesso e le ambizioni sono simili. Eppure...
Da una parte c’è il Real Madrid. Ha abbondantemente superato il miliardo di fatturato e ha un presidente, Florentino Perez, capace di battere alle elezioni di domenica scorsa il giovane avversario che nel giro di pochi giorni aveva presentato fideiussioni a garanzia per 190 milioni di euro.
Festeggiato il 63% dei consensi e ringraziati i soci superfedeli, il vecchio Flo ne ha subito spesi 15, di milioni, per riprendersi l’amato Mourinho e sempre sulle ali dell’entusiasmo, dopo aver portato a casa Dumfries e Konaté, ha promesso un acquisto da 150 milioni da individuare tra Olise, João Neves e Vitinha, se non addirittura Julian Alvarez che non vede l’ora di lasciare l’Atletico e al momento blocca Sørloth, obiettivo della Juve.
Dall’altra parte c’è l’Inter campione d’Italia. Ha dovuto rinunciare proprio a Dumfries, offerto 20 milioni per Curtis Jones, sentendosi rispondere 30 dal Liverpool, e sbatte puntualmente contro una quercia, il fondo. Oaktree parla spesso di Champions, ma non sembra intenzionato ad autorizzare spese che superino i 20, 25 milioni per un solo soggetto. Per Palestra ne servono 50, purtroppo.
Tutti conoscono il modo di dire “fare le nozze coi fichi secchi”. Farle con le ghiande al naturale è la novità che arriva dall’America.
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