Schema Malagò: "I ragazzi per giocare spendono troppo. Ius soli sportivo, sì"

Al Canottieri Aniene dibattito sullo stato di salute sul calcio italiano e non solo alla presentazione del nuovo libro del direttore del Corriere dello Sport- Stadio Ivan Zazzaroni, "Per vincere domani". Presenti anche Gravina, Ranieri e Paratici
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Pubblicato il 17.06.2026, 13:05 (Aggiornato il 17.06.2026, 13:37)

Giovanni Malagò è il padrone di casa al Circolo Canottieri Aniene, uno dei gioielli della Capitale sulle sponde del fiume. Mentre il traffico impazza perché, poco distante, stanno per aprire i cancelli del concerto di Ramazzotti, è sul palco per la presentazione del libro: “Per vincere domani”. Con lui l’autore, il direttore Ivan Zazzaroni. E poi il ds della Fiorentina, Fabio Paratici, e Claudio Ranieri. Modera Giorgia Rossi. Manca meno di una settimana all’elezione del presidente della Figc, in prima fila c’è Gabriele Gravina. In platea Roberto Mancini. Tutti si salutano. Il clima è formale, poi il ghiaccio si scioglie. Merito, soprattutto, di Malagò che non si fa pregare per raccontare da cosa dovrebbe ripartire il calcio italiano. Scherza con Zazzaroni perché «hai fatto la prima presentazione a Milano, hai preferito Fabregas a noi», ma poi diventa serio.

 

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Le parole di Malagò

«I nostri ragazzi oggi per giocare a calcio spendono troppi soldi, ma se vanno in piscina o fanno tennis è peggio ancora. Per non parlare, ad esempio, dell’equitazione. È chiaro che senza qualcosa che li supporta il sistema fa in fatica». Fatica, parola chiave. La ripete il candidato alla presidenza Figc quando rivela: «Non ho ancora visto un minuto del Mondiale, non ho avuto tempo e oggi non antepongo un mio impegno a una gara del campionato del Mondo, poi magari andando avanti cambierà qualcosa. Ma leggo e vedo tutto quello che si dice: la cosa spaventosa è che oltre un quarto dei giocatori presenti al Mondiale non è nato nei paesi dove poi giocano. Non fa riflettere? Ricordatevi lo ius soli sportivo che abbiamo sostenuto sempre. E questo non vale solo per il calcio, ma per tutto lo sport». Malagò fa tanti esempi, su tutti la Norvegia che eccelle negli sport invernali ma sta conquistando sempre più spazio in tante discipline, calcio compreso: «Dovremmo riflettere su questo, anche pensando ai risultati della nostra pallavolo, la migliore al mondo, o dell’atletica». Malagò non si trattiene: si emoziona quando ricorda l’amico Franco Chimenti e il suo (giustissimo) rapporto con la lealtà e la franchezza, e si prende la scena quando invita Gabriele Gravina a salire sul palco.

Gravina e i consigli per Malagò

L’ormai ex presidente della Figc all’inizio tentenna, poi prende la parola: «Giovanni è una persona navigata e di equilibri, se viene eletto deve battersi per una riforma da subito: deve togliere quella che viene rappresentata come l'intesa tra le componenti ma che in realtà è un diritto di veto. Oggi non puoi fare una riforma se il 3% non è d'accordo. Credo sia anti democratico. Su questo dobbiamo lavorare, io non ci sono riuscito. Ci abbiamo provato, abbiamo fatto 17 proposte di riforma dei campionati. Non ce l'abbiamo fatta quindi Gravina si dimette e va a casa senza problemi». Interviene di nuovo Malagò con una sintesi perfetta: «Un importante tecnico una volta mi ha detto: “I ragazzi sono stati fantastici, ma abbiamo vinto non perché eravamo i più forti. Ma perché eravamo i più capaci". Ecco, io credo che la chiave sia quella».