L’AIA va in Figc, poi i quadri: Messina ora è dt. Sceglie Orsato?

La situazione all'interno dell'Associazione Italiana Arbitri dopo l'incontro con il neo presidente della Figc Giovanni Malagò
Edmondo Pinna

Pubblicato il 02.07.2026, 12:29

E così, ancora non si riesce a capire come mai un Consiglio Federale che poco più di un mese fa aveva deciso di commissariare l’Associazione Italiana Arbitri e che era stato fermato dal Coni "solo" per la natura dimissionaria del presidente Figc (Gravina), continui a far finta di nulla. A parte qualche chiacchiericcio a margine (anche sul nome del prossimo designatore, più Orsato che Rizzoli, rispuntato proprio a metà pomeriggio), nessuno ha voluto toccare il bambino per evitare di diventare compare.

AIA, incontro con Malagò tra presente e futuro

In mattinata, interrompendo i lavori per la definizione degli organici (i promossi&bocciati, per capirci), il comitato Nazionale si era presentato in pellegrinaggio da Malagò, un incontro più istituzionale che sostanziale. Convenevoli a parte, il consiglio (diciamo anche l’ordine) era di non avvicinarsi neanche alla fantasiosa follia di congelare le dismissioni (a casa andranno i cinque proposti nella relazione della Can A, esposta in quattro e quattr’otto dal "reggente" Tommasi, ovvero Abisso, Dionisi, Massimi, Pezzuto e Piccinini), visto che un aumento d’organico di cinque unità avrebbe comportato un esborso che in questo momento nessuno può sostenere, men che meno l’AIA. Stop. Quindi, la "situazione di incertezza interna", la "non serenità", il "quadro di complessità generale", la "collocazione temporale del procedimento e della successiva campagna elettorale, che si inserirebbe in una fase caratterizzata da rilevanti criticità operative" (come ammesso dagli orfani di Zappi), il «macro problema AIA sotto gli occhi di tutti» (Malagò dixit) tutto risolto, con la bacchetta magica.

Presente anche il neo dt Domenico Messina

MESSINA. All’incontro con Malagò c’era anche il neo dt Domenico Messina, che s’è fermato a parlottare con il presidente della Figc prima di rientrare in via Campania e lasciare i lavori del CN per un treno prenotato alle 13: spetterà a lui, entro il 7 luglio prossimo, decidere le cariche delle varie Commissioni, i designatori, apparentemente in autonomia. Il nome di Orsato è quello che circola con più insistenza, anche se non convince tutti, insieme a quello di Dondarini (si vociferava dovesse guidare una cordata propria alle prossime elezioni dove si presenterà l’attuale vice, Affinito, come candidato presidente. Non servirebbe aggiungere altro...) per la C e Braschi confermato in D. Ieri qualcuno ha anche riparlato di Rizzoli designatore, un’opzione che non sembra tenere. Rizzoli è già stato a capo degli arbitri di A e B, non tornerebbe per occupare lo stesso ruolo fra l’altro depotenziato (fino ad oggi, se c’era da parlare con la Uefa/Fifa, ci pensava proprio il designatore, ora sarà il direttore tecnico).

Gli arbitri della prosisma stagione: promossi e dismessi

ORGANICI. Confermate le relazioni dei designatori delle varie CAN. In A i dismessi saranno quelli noti (al netto di qualche ricorso, mai da escludere), mentre dalla C arriveranno - come anticipato da tempo - i veneti (?) Drigo e Poli, Di Loreto, Mazzoni e Madonia (non bene - eufemismo - in C nell’ultimo anno). Dismessi anche cinque VMO: Nasca, Serra (messaggio di fuoco sul gruppo CAN), Gualtieri, Monaldi e Prenna. Alla fine, sono stati 5 i derogati in C (complimenti a chi comanda la ricreazione): Mirabella, Longo, Diop, Mastrodomenico e Gauzolino. Due i dismessi per valutazioni tecniche (viste le dimissioni di Cappai s’è salvato Castellano), ovvero Iannello e Rispoli, 11 per limiti d’età (Burlando, De Angeli, D’Eusanio, Di Cicco, Di Francesco, Gemelli, Iacobellis, Leone, Lovison, Pezzopane, Ubaldi), uno per dimissioni dall’AIA (Catanzaro). Ben venti i promossi dalla Dalla D, Braschi ha anche dato una deroga (Leone di Avezzano).