Uefa, caso giustizia: nuovi timori sull’autonomia dello sport in Italia, la situazione
Con l’Italia non si può mai stare tranquilli, sussurrano all’Uefa. Nel giorno in cui da Roma è emerso l’impegno a procedere «compatti» su Euro 2032 - un ottimismo figlio dell’incontro tra il ministro Abodi, il presidente della Figc Malagò, quello del Coni Buonfiglio, il direttore esercutivo per l’evento Uva e il commissario stadi Sessa - a Nyon avanzano anche i timori sull’ennesimo fronte legato al concetto di autonomia nel delicato rapporto tra sport e politica. Il campanello d’allarme è lo stesso che inquieta da settimane l’universo giuridico nostrano: le nuove norme approvate dal Coni, nelle quali emerge la volontà del governo di avere l’ultima parola sulle nomine. In Uefa protestarono quando spuntò l’agenzia statale che oggi verifica l’equilibrio economico delle società e continuano a considerare “interventista” l’atteggiamento di chi, viceversa, intende favorire un cambio di passo all’interno di un mondo che fatica ad autoriformarsi.
Modifiche al codice dal Coni, l'Uefa chiama la Figc
Senza troppo clamore mediatico, venerdì scorso il Coni ha annunciato delle modifiche al codice. L’Uefa ha già chiamato la Figc per chiedere informazioni. Il prossimo passo potrebbe essere l’invio di una lettera nel quale far emergere lo stupore per la recente novità, abbinato alla preoccupazione per le tempistiche legate a Euro 2032. Tra le misure più impattanti c’è quella che riguarda la scelta dei vertici della procura generale dello sport e del Collegio di Garanzia. Il Coni, d’ora in avanti, proporrà una terna di nomi per queste cariche, sui quali il governo esprimerà il suo gradimento. Se un profilo non piacesse, la politica esprimerebbe quindi un veto. Il passaggio tecnico è in una parola: si passerà da «sentita» l’autorità vigilante a «d’intesa» con quest’ultima. In autunno il primo nodo riguarderà il successore di Taucher, l’attuale procuratore generale. Questa figura potrà anche esercitare le attività inquirenti nei confronti dei presidenti delle federazioni e dei consiglieri (altra novità), scavalcando le procure federali. In caso di patteggiamenti pre-deferimenti, fornirà inoltre un parere vincolante. Agli interventi hanno lavorato diversi esperti all’interno di una commissione voluta fortemente da Abodi.
Accuse reciproche, il rischio di un'influenza eccessiva è dietro l'angolo
In Uefa c’è chi teme che un procuratore passato al vaglio del potere politico possa avviare procedimenti nei confronti di un presidente poco gradito. È uno scenario che certamente non tiene conto delle professionalità dei giudici, eppure a pensar male... Dopotutto, Ceferin ha già attenzionato più volte il “fascicolo Italia” alla luce dei tentativi di occupare il calcio dall’esterno e ha osservato con preoccupazione, fino alla vittoria di Malagò, le varie strategie per commissariare la Figc. La riforma della giustizia andrà avanti. E potrebbe arrivare a toccare la modalità di nomina di procuratori e giudici federali. Oggi la proposta passa dal presidente: il rischio di un’influenza eccessiva è dietro l’angolo. Insomma, le accuse sono reciproche: da una parte sospettano che le federazioni esercitino forme di controllo sugli organi esistenti, dall’altra che il governo tenda continuamente a invadere il campo. Abodi si chiede perché l’Esecutivo debba rispondere - tra audizioni e interrogazioni - ogni volta di questioni sulle quali non può mai davvero incidere. Ma c’è chi ritiene che l’indipendenza non sia un concetto negoziabile con la politica.
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