Infantino all’Onu: una buona notizia, ma il regno di Gianni sarà ancora lungo…
Potrebbe arrivare finalmente una bella notizia per chi ama il calcio, e ci sentiamo in dovere di dirvelo, anche per non passare per i soliti menagramo sempre portatori di cattive nuove. Donald Trump vuole Gianni Infantino segretario generale dell’ONU, secondo l’Ansa che cita il New York Post. La prospettiva che il capo della FIFA possa essere assorbito da incarichi più prestigiosi, liberando il calcio internazionale dal penoso mercimonio a cui assistiamo da tempo, non può che rallegrare. Sarebbe un promoveatur ut amoveatur che farebbe solo bene, perché Infantino smetterebbe di fare danni qui.
Trump sponsorizza Infantino per l'ONU
Voi direte: ne farà di più grossi altrove. Probabile, ma è giusto tenere presente che difficilmente il mondo potrebbe andare peggio di così: tra guerre (alcune delle quali scatenate dallo stesso Trump), instabilità economiche e minacce climatiche c’è l’imbarazzo della scelta, e dubito che Infantino potrebbe fare di peggio. Peraltro, penso che al trentottesimo piano del Palazzo di Vetro sarebbe ben presto assorbito da una tale quantità di “opportunità di business” che le questioni diplomatiche e geopolitiche finirebbero rapidamente in secondo piano. Se state già esultando, mi preme darvi qualche motivo per frenare gli entusiasmi, perché non va bene passare per menagramo ma neppure cadere nell’eccesso opposto.
La Casa Bianca non basta, il regno di Gianni continuerà
Intanto è improbabile che il progetto di Trump vada in porto: vuoi per l’ormai dimostrata incapacità di realizzare qualsiasi delle sue pirotecniche promesse (o minacce), vuoi perché storicamente i segretari dell’ONU difficilmente sono stati eletti col beneplacito degli americani, tanto più di un presidente divisivo come Trump. L’endorsement della Casa Bianca, in questo caso, potrebbe essere il bacio della morte per qualsiasi candidato, anche per quelli ben più strutturati e credibili di Infantino. E poi, pensare di riportare la Fifa sulla linea della decenza dopo l’era Blatter e quella di Infantino sarebbe forse velleitario. Il solco è tracciato, e per chiunque la gestisca, la Fifa resta una vena aurifera straordinaria, tra l’altro con una trasparenza limitatissima. Più facile che dopo Infantino arrivi un altro “presidente del fare” con esiti simili a quelli che stiamo vedendo, o peggiori. Ma crediamo che il regno di Gianni sarà ancora lungo.
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS


