'Infantino, a casa': l'Uefa chiede le dimissioni. Adesso che la Figc batta un colpo
Cronache dal bunker nel quale è asserragliato Gianni Infantino, il presidente del Fifa che voleva vendere il Mondiale ai privati e ha dovuto ritirare l'assurdo progetto, rinculando di fronte alla rivolta del calcio. Le federazioni inglese e gallese hanno ufficialmente ritirato il loro appoggio alla candidatura dell'amico di Trump che punta a essere rieletto nel marzo 2027. Esaustiva la motivazione gallese: "I recenti fallimenti in materia di buona governance, processi, leadership, valori, gestone delle parti interessate, comunicazione e buon senso ci hanno portato a una situazione in cui il signor Infantino ha perso la nostra fiducia per rimanere alla guida del calcio mondiale. Non mettere al primo posto gli interessi del calcio mondiale è un fallimento che non possiamo accettare".
L'Uefa, il cui annunciato boicottaggio di tutte le competizioni Fifa era stato il colpo di grazia al disegno infantiniano, è andata oltre. Con una lettera alla Fifa, la Federcalcio europea, in prima fila nel chiedere le dimissioni di Infantino, ha intimato di "identificare, localizzare e conservare immediatamente tutti i documenti e i materiali elettronici relativi al piano, indipendentemente dalle normali politiche di cancellazione. Qualsiasi distruzione o alterazione dopo la notifica potrebbe configurare occultamento di prove, con possibili sanzioni e inferenze sfavorevoli in sede di giudizio. Inoltre, chiede conferma scritta entro cinque giorni lavorativi, con dettagli su chi supervisiona la conservazione e su eventuali materiali già eliminati".
Fra i soggetti citati nel piano, figuravano anche Joshua Kushner (fratello di Jared Kushner, genero di Trump), Maffei (ex top manager di Liberty Media e finanziatore di Trump) e le società JP Morgan e OpenEconomics, coinvolte nella ricerca di investitori. Nel frattempo, per opporsi a Infantino prende quota la candidatura di Victor Montagliani, presidente della Concacaf (Nord-Centro America e Caraibi). Dopo Inghilterra e Galles, si annunciano altre prese di posizioni ufficiali delle federazioni europee contro Infantino. E si aspetta che anche l'Italia batta un colpo. Gabriele Gravina è il primo vicepresidente Uefa, cioè il braccio destro di Ceferin che la pensa esattamente come lui. Ora tocca a Malagò scendere in campo. Di primo acchito, il nuovo presidente della Figc aveva definito un “progetto particolare” che solleva totale perplessità, il piano Infantino. Perplessità era un eufemismo. Conoscendo Malagò, si presume che a Infantino non le manderà a dire. Senza eufemismi.
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