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Tutti contro Infantino, dalla scelta di Macron all'idea di fare tornei alternativi: è bufera contro il presidente Fifa

Intanto il presidente svizzero avrebbe chiesto aiuto al segretario di Stato Rubio "per preservare il posto di lavoro". Piovono smentite dalla Fifa ma intanto Galles e Inghilterra appoggiano la guerra della Uefa

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Pubblicato il 03.08.2026, 19:49

Prende forma l'alleanza contro Infantino per "paralizzare la Fifa". Secondo quanto riportato dal Times, i presidenti di Uefa, Concacaf e Afc, sarebbero determinati a rimuovere l'attuale vertice della confederazione mondiale e avrebbero già predisposto alcune strategie da mettere in atto qualora Infantino decidesse di ricandidarsi per un quarto mandato alle elezioni del marzo 2027. Tra le principali, un "boicottaggio" consistente nel rifiuto di partecipare alle riunioni del Consiglio Fifa e, soprattutto, la possibile creazione di tornei internazionali paralleli. "Tutti sono fermamente convinti che debba andarsene e, se non lo farà, adotteremo tutte le misure necessarie per rimuoverlo dal potere. Questo include anche l'organizzazione di future competizioni internazionali: le grandi nazionali sudamericane preferirebbero affrontare Francia o Spagna, oppure Libano o Gibuti?", ha commentato una fonte vicina ai promotori dell'iniziativa.

La decisione di Macron in appoggio alla Uefa contro Infantino

Emmanuel Macron scende in campo, Gianni Infantino spera lo faccia anche Donald Trump: dietro le quinte della disputa che sta scuotendo le fondamenta della Fifa e la guida del suo presidente, Gianni Infantino, si susseguono indiscrezioni sulle manovre della politica mondiale. Secondo un'esclusiva dell'Équipe, il capo di Stato francese è "personalmente coinvolto" da diversi giorni nella crisi sorta in seguito all'annuncio del progetto, già naufragato, di vendere ad investitori privati quote del Mondiale per nazionali e di quello per club. Sposando la "linea dura" del vertice Uefa Aleksander Ceferin, Macron avrebbe chiamato Infantino per ribadire la "necessità di unità nel calcio mondiale" e prevenire "spaccature durature tra continenti e federazioni". E avrebbe garantito il suo pieno appoggio alla linea Ceferin nella battaglia contro Infantino, anche in vista del congresso elettivo del marzo 2027.

Infantino chiede aiuto a Trump "per tutelare il posto di lavoro". Poi arriva la smentita

Isolato dalla valanga mediatica che lo ha travolto negli ultimi giorni, stando a fonti del New York Post, Infantino starebbe d'altra parte cercando la sponda dell'amico Donald Trump in vista delle elezioni. Due fonti del Post sostengono che il presidente della confederazione mondiale del calcio ha discusso telefonicamente questa mattina della questione con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, "per tutelare il posto di lavoro". Indiscrezione smentita in via informale dalla Fifa, secondo la quale "non è prevista alcuna chiamata con i membri del gabinetto presidenziale".

Le scelte forti di Galles e Inghilterra contro Infantino

In attesa di un assist dall'amministrazione americana, Infantino ha dovuto incassare la scelta del Galles e dell'Inghilterra, solo la prima pubblica, di revocare il proprio appoggio alla ricandidatura del dirigente svizzero. "La Football Association of Wales conferma il ritiro del proprio sostegno alla candidatura del signor Gianni Infantino per la rielezione alla presidenza della Fifa per il mandato 2027-2031", si legge in un comunicato della federazione gallese, a causa "dei recenti fallimenti in materia di leadership, valori e gestione dei rapporti con gli investitori". A far eco alla defezione gallese è anche la Football Association inglese, pronta ormai a sfiduciare il leader del calcio mondiale a causa del crescente malcontento europeo per la gestione della governance e del progetto di creare una nuova struttura commerciale volta a gestire i ricavi della Coppa del Mondo. Una scelta dal forte peso simbolico, perché, in virtù della sua influenza, la federazione inglese potrebbe innescare un effetto domino e incoraggiare altre associazioni calcistiche europee a rivedere il proprio sostegno.