Fifa, Infantino ormai è isolato: si dissociano anche Wenger e Grafstrom

Non è bastato ritirare il progetto Mondiale SPA: il segretario Fifa e la guida tecnica hanno già preso le distanze dal capo
Pippo Russo
Pippo Russo

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Pubblicato il 05.08.2026, 09:47

Va a finire che quel piano di privatizzazione non lo voleva nessuno. Gli ultimi in ordine di tempo a dissociarsi dal progetto di Mondiali SPA voluto dal presidente della Fifa, Gianni Infantino, sono stati due fedelissimi. Nella giornata di ieri è stato il turno di Arsene Wenger: che dall’avvocato italo-svizzero è stato messo a capo dello sviluppo del calcio, ruolo svolto a stretto contatto coi custodi del regolamento dell’International Football Association Board (IFAB). Il tecnico alsaziano ha dichiarato di non essere stato messo preventivamente al corrente dell’idea di creare la Fifa Forward Enterprise e di avere appreso la notizia dai media. Come se in FIFA Strasse fosse un usciere, insomma. Ha aggiunto che giudica opportuno il ritiro del piano, poiché ritiene che la Fifa debba rimanere indipendente per una questione di integrità del movimento. Ma ancor più sanguinosa, per mister Fifantino, è stata la defezione dello svedese Mattias Grafström, che da segretario generale della Fifa è da considerarsi il più stretto collaboratore del presidente. Grafström ha scelto un modo abbastanza paraculo per dissociarsi: ha scritto una mail interna allo staff, per rassicurare i dipendenti sulla continuità della struttura. Ma già che c’era ha affermato che il piano di Infantino (mai nominato) è inaccettabile ed esprime sollievo per il fatto che è stato bocciato.

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Infantino, quante proteste

Un modo obliquo per manifestare pubblico dissenso senza farlo direttamente: se si scrive a una mailing list, c’è da aspettarsi che qualcuno metta il testo in piazza. Il contenuto di quella mail è finito nelle mani di Sky News, che lo ha divulgato. Né i problemi per Infantino si fermano qui. Il dissenso montante, come è stato raccontato in un lungo articolo di The Athletic, è alimentato anche dalle città Usa che sono state sedi dell’ultimo mondiale. Battono cassa per vedersi compensare le spese sostenute in materia di sicurezza, organizzazione, viabilità, rifiuti e ogni altro servizio associabile a una manifestazione dall’impatto così pesante. Le municipalità rivendicano quelle somme facendo riferimento ad accordi informali con la Fifa, che avrebbe preso impegni in questo senso. E poiché Infantino si vanta di avere generato profitti per 15 miliardi di dollari, il minimo che possa fare sarebbe devolvere una minima parte di quell’incasso-monstre a titolo di compensazione per le spese affrontate dalle municipalità.