Rocchi, il voto e la riforma dimenticata: i nodi dell’Aia

Il 10 ottobre le elezioni. In campo si cerca l'uniformità. Massini pronto a candidarsi
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Giorgio Marota

Pubblicato il 12.08.2026, 09:51

INVIATO A CASCIA - Politica da una parte, tecnica dall’altra. Le varie fazioni che da anni si fanno la guerra all’interno dell’Aia potranno davvero evitare di trasferire tensione a chi, ogni fine settimana, scende in campo per garantire la regolarità dei campionati? Il “voto” è arrivato ieri a Cascia, dove un milione di pellegrini ogni anno si rivolge a Rita, la santa delle cause impossibili. Per il voto, quello decisamente più terreno che si fa nella cabina elettorale, bisognerà attendere il 10 ottobre. Nella tarda serata di ieri, a raduno concluso, l’Associazione Arbitri ha indetto le elezioni.

Massini: "L'innovazione del direttore tecnico separata tecnica e politica"

Dal commissariamento che voleva Gravina l’Aia si è salvata in corner grazie a un parere del Collegio di Garanzia e con la nuova governance Figc la rivoluzione non sembra più un’urgenza. «Ci sono delle regole molto chiare - ha ricordato ieri da Cascia il vicepresidente vicario, Massini - l’associazione era in grado di andare avanti e il principio di democrazia è sacro. L’innovazione del direttore tecnico è importante, separa in modo netto tecnica e politica». La differenza tra una vera volontà di autoriforma e un modo per allontanare certe responsabilità (gli errori del campo) è sottile, a parole però va almeno registrato il tentativo di voler cambiare marcia. Massini, in qualsiasi caso, è pronto a proporsi come nuovo presidente col supporto dell’altro attuale vice, Affinito, anche se potrebbe esserci più di uno sfidante (Pisacreta è in odore di candidatura) se dalle liste di Trentalange e Pacifici non trovassero una sintesi.  

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Rocchi è fuori dal gioco

Gianluca Rocchi, nel frattempo, è fuori dal gioco anche se l’inchiesta di fine aprile non ha portato a nulla: nessuna combine, nessun favore all’Inter. Eppure l’ex designatore è rimasto alle dimissioni. Abbiamo chiesto a Massini se l’Aia potrà in qualche modo riabilitarlo, dopo essersi affrettata a promuovere Orsato al suo posto. «Non abbiamo mai avuto dubbi sulla sua rettitudine e l’associazione non lascia indietro nessuno», la risposta. La sospensione cautelare nei suoi confronti è stata ovviamente revocata, ma questo non potrà bastare visto che l’inchiesta sta per essere archiviata. Domenico Messina, il nuovo dt, ha le idee chiare: «Faremo in modo che tutti parlino la stessa lingua, dal vertice alle sezioni. Dobbiamo ridurre le disparità». Dalla new entry Di Loreto a Mariani, quindi, la CAN tenterà la strada tortuosa dell’uniformità di giudizio, il vero cruccio di calciatori e allenatori. E il progetto della struttura dell’élite, la famosa PGMOL all’italiana? «Gli arbitri hanno bisogno di strutture e mezzi tecnici adeguati. Che si chiami PGMOL all’italiana, CAN o “pinco pallino” ha poca importanza. L’importante è che siano nelle migliori condizioni per esprimersi», ha aggiunto Messina. Insomma, è già abbastanza chiaro che in Via Campania la proposta di Gravina di professionalizzare i fischietti non troverà seguito. 

Gli arbitri seguiranno le regole Uefa

Gli arbitri seguiranno le linee Uefa. Tra le novità, il controllo al Var per il secondo giallo che porta all’espulsione e per la revisione degli angoli. Allerta massima sulle perdite di tempo, dal conto alla rovescia su rimesse e rinvii ai 10 secondi per lasciare il campo durante la sostituzione. Il rosso per la mano portata davanti alla bocca resterà invece una peculiarità del Mondiale, almeno per il momento.