Basta con Infantino: Malagò, la mossa giusta al momento giusto
La decisione di Malagò era nell'aria, oggi è diventata ufficiale: "La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha deciso di ritirare il sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni alla presidenza della Fifa in programma nel marzo 2027. Questa scelta intende esprimere in maniera chiara e trasparente la posizione della Figc, in piena condivisione con la Uefa e con il suo presidente Aleksander Ceferin, rispetto alle recenti iniziative promosse dal presidente della Fifa in materia di governance e sviluppo delle competizioni internazionali".
L'Italia si allinea al blocco del Nord (Norvegia, Finlandia, Svezia, Danimarca,Islanda, Isole Faroe), all'Uefa, alla confederazione asiatica (Afc) e alla Concacaf (Nord-Centro America e Caraibi). Malagò ha fatto la mossa giusta al momento giusto, d'intesa con il suo predecessore, Gabriele Gravina, dal 2025 primo vicepresidente Uefa e strettissimo alleato di Ceferin.
Infantino senza senso del pudore
Per Infantino è un colpo durissimo la sfiducia della federazione quattro volte campione del mondo, due volte campione d'Europa e una volta campione olimpica. Sempre più asserragliato nel bunker degli amici arabi e sudamericani, nei giorni scorsi il successore di Blatter ha fatto tappa nella Repubblica Dominicana. Sfidando il comune senso del pudore, l'uomo che voleva vendere il Mondiale ai privati, ha dichiarato: "Credo che, sia in Africa, in Asia o nei Caraibi, tutti riconoscano, accettino e rispettino il lavoro che abbiamo svolto insieme negli ultimi dieci anni. Abbiamo trasformato la Fifa, l'abbiamo resa ciò che è oggi ed è importante ricordarlo sempre. Siamo qui con un unico obiettivo: far crescere il calcio in ogni angolo del mondo. Questo è il nostro compito, questo è il nostro lavoro. Vogliamo far crescere il calcio in ognuno dei nostri 211 Paesi. Alcuni, purtroppo, non ne hanno bisogno e non vogliono che gli altri crescano, ma dobbiamo ridurre questo divario tra i paesi più grandi e tutti gli altri. È importante impegnarsi, dialogare, esprimere punti di vista e opinioni: sono successe molte cose nelle ultime settimane ed è importante che ascoltiate, che siate in grado di esprimere anche i vostri sentimenti".
Naturalmente, Infantino si è ben guardato dallo sviscerare quali siano "le molte cose successe nelle ultime settimane", in particolare la creazione di una nuova società commerciale, Fifa Forward Enterprise (Ffe) che cedesse circa il suo 20% a fondi d'investimento e colossi finanziari privati (tra i quali J.P. Morgan e Thrive Eternal, la creatura di Joshua Kushner, fratello di Jared il genero di Trump). Obiettivo: incassare i miliardi di dollari garantiti da quel 20% in materia di ricavi commerciali e di biglietteria. Infantino era stato il mittente dell'ultimatum alle 211 federazioni , aderenti alla Fifa poste davanti a un bivio: o accettare il progetto Ffe ricevendo un assegno immediato di 20 milioni di dollari o, in caso di rifiuto, subire un taglio fino al 75 per cento dei fondi ordinari Fifa. Last but not least, secondo il Times, Infantino, avrebbe potuto percepire un compenso superiore ai 30 milioni di euro, ai quali si sarebbero aggiunti eventuali bonus. È davvero un peccato che ci tocchi aspettare ancora sette mesi perché Infantino vada a casa.
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