Dzeko annuncia l’addio alla Bosnia: la sua lettera fa piangere un paese intero
È la fine di un'epoca, di un ciclo irripetibile che travalica i confini dei novanta minuti di gioco. Edin Dzeko ha annunciato che il prossimo 2 ottobre, nella sfida contro la Svezia, indosserà per l'ultima volta la maglia della Bosnia ed Erzegovina. Una decisione sofferta, arrivata arrivata a 40 anni e dopo 151 presenze.
Dzeko dice addio al Bosnia: la lettere strappalacrime
Con un messaggio intimo, denso di gratitudine e commozione, il Cigno di Sarajev ha affidato ai social le parole del suo congedo: "A volte mi chiedevo quando sarebbe arrivato questo momento... Ma non ho mai immaginato quanto sarei stato emozionato scrivendo queste parole. Il 2 ottobre, contro la Svezia, giocherò il mio ultimo incontro per la nostra squadra nazionale. Niente nella mia carriera ha mai paragonato l'orgoglio che ho provato ogni volta che ho indossato quella maglia. Niente. Era il mio sogno d'infanzia, un sogno che ho portato con me in ogni una delle 151 occasioni in cui ho avuto l'onore di rappresentare il mio paese in un campo da calcio. Ero sempre orgoglioso di farlo, proprio come l'ho fatto la prima volta. Sono passati quasi venti anni da quel match contro la Turchia. Tante cose sono cambiate, e anch'io sono cambiato, ma il mio amore per questa maglia non l'ha mai fatto. Ora sento che è arrivato il momento di fare un passo indietro. Se sono arrivato a 40 anni con la squadra nazionale, è perché ho dato davvero tutto ciò che avevo. Ogni volta. Tutto. Giocare per la mia nazione è stata l'opportunità più emozionante che il calcio abbia mai dato a me. La sensazione che ho provato quella sera contro il Galles, e poi a Zenica contro l'Italia a marzo, rimarrà per sempre nel mio cuore. Vedere la mia gente celebrare per le strade delle nostre città è stato un altro dono incredibile che il calcio mi ha dato. C'è il tempo per ringraziare tutti coloro che sono stati al mio fianco e mi hanno sostenuto durante questo meraviglioso viaggio. Per ora, spero che saranno lì quella sera contro la Svezia, così possiamo condividere un'emozione in più... Perché ognuna di queste incredibili esperienze è stata qualcosa che abbiamo vissuto insieme. E questo è il modo in cui voglio vivere la mia ultima notte rappresentando il mio paese: con tutti voi al mio fianco, indossando la maglia che ho amato fin da quando ero ragazzo - e la maglia che amerò per il resto della mia vita".
Dzeko, più di un attaccante: il simbolo di una nazione
Per capire fino in fondo l'impatto di questa lettera, bisogna comprendere cosa rappresenti Edin Dzeko per la Bosnia ed Erzegovina. Dzeko non è stato soltanto il marcatore più prolifico, l'uomo dei gol pesanti o il capitano di mille battaglie: è stato il volto del riscatto di un intero popolo. Cresciuto tra le macerie e le sirene della Sarajevo degli anni '90, la sua parabola umana e sportiva ha incarnato la resilienza, la dignità e la voglia di rinascita di una nazione ferita. Quando la Bosnia ha centrato la storica qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014, il punto più alto nella storia del calcio bosniaco fino al 2026, c'era lui a guidare l'attacco, trascinando un Paese intero fuori dall'ombra del passato e regalandogli un motivo per festeggiare unito.
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