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Infantino, l’immobile: e in Messico gli intitolano un edificio!

Alla cerimonia c’era anche il suo rivale Montagliani
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Pippo Russo
Pippo Russo

4 min

Pubblicato il 09.09.2026, 08:52

Un edificio denominato “Gianni Infantino”. È una delle ultime novità che il capo del calcio mondiale ha voluto condividere utilizzando sia il canale ufficiale della Fifa che l’account Instagram. A insignirlo di tale, sobrio cadeau da culto della personalità è stata la federazione calcistica messicana (FMF): che non a caso, quando ancora si era nei primi giorni dello scandalo legato alla privatizzazione delle competizioni Fifa, è stata la prima a spaccare uno dei fronti del dissenso contro Fifantino (quello della Conmebol, la confederazione di Nord e entro America e Caraibi) esternandogli un immutato appoggio. Stavolta il capo della FMF, Mikel Andoni Arriola Peñalosa, è andato oltre l’immaginabile e ha voluto dedicare a Fifantino uno dei nuovi edifici che sono stati realizzati nel progetto di potenziamento del centro d’alto rendimento federale. E così, senza alcun imbarazzo, quel centro ospita adesso una costruzione che porta il nome di un capo del calcio imbullonato alla poltrona nonostante tutto.

Lui ha accettato, ovviamente. Un po’ perché il suo narcisismo è ormai fuori controllo, ma molto più perché è spasmodicamente impegnato a correre per la rielezione e per questo spaccia ogni segnale di pubblico appoggio come un’altra prova della sua legittimità a riprovarci. E così si va avanti con la pantomima di quest’uomo che gira il mondo intero tranne l’Europa, indossando scarpe di ginnastica bianche e scambiando baci e abbracci con gente che non vuol perdere l’abitudine di ricevere sovvenzioni a pioggia tramite i programmi Fifa Forward. 

Il contesto è stato reso ancora più imbarazzate dalla presenza di Victor Montagliani, il presidente canadese della Concacaf che è anche oppositore di Infantino della prima ora. Gli è toccato rendere omaggio al nemico (Infantino) in casa di chi ha sabotato l’unità della confederazione da lui presieduta (Arriola). Colmo della beffa: la maxi-targa piazzata all’esterno dell’edificio, sotto il nome di Infantino, porta quelli delle autorità calcistiche e politiche presenti all’inaugurazione. Compreso quello di Montagliani medesimo. Bella carognata. 

Insomma, quella che vi raccontiamo è una storia di ordinario infantinismo. Di quelle buone a farci capire che oltre l’abuso di potere c’è soltanto il ridicolo. Un limite che il presidente della Fifa ha abbondantemente superato. È totalmente screditato, può contare soltanto sul sostegno di soggetti che hanno beneficiato della sua munificenza fatta con uso dei denari della Fifa (comprese le cosiddette Legends), continua a sfoggiare sorrisi via Instagram ma soltanto dopo avere avuto cura di impedire i commenti agli utenti. Vive in una bolla alimentata da ruffiani e mangiatori di tartine al caviale in tribuna d’onore, ma crede che ciò basti per governare ancora il calcio mondiale. Non si sa se ridere o piangere al pensiero che uno così bisognerà batterlo “democraticamente” attraverso il voto. Cioè seguendo il rispetto di quelle regole di cui egli stesso ormai si disinteressa. Ma tant’è. 

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